
Rapporto Caritas, Sofia e Aretini: «I numeri della povertà sono persone. Pisa non può continuare a navigare senza una direzione sui servizi sociali»
Pisa, 20 luglio 2026. «Dietro quei numeri ci sono persone. Famiglie che non riescono più a pagare un affitto, lavoratrici e lavoratori poveri, anziani, minori, persone fragili che vedono allontanarsi sempre di più i servizi pubblici. Per questo torneremo a chiedere che la Commissione consiliare affronti nuovamente il tema, analizzando i dati del Rapporto Caritas non come semplici statistiche, ma come il racconto di una città che sta cambiando e che rischia di lasciare indietro sempre più persone».
Lo dichiarano Luigi Sofia, capogruppo di Sinistra Unita per Pisa – AVS, e Andrea Aretini, coordinatore di Sinistra Italiana Pisa, commentando il Rapporto 2026 dell’Osservatorio sulle povertà della Caritas diocesana.
Il rapporto fotografa una situazione senza precedenti: nel 2025 la Caritas ha incontrato 2.199 persone, il dato più alto mai registrato, superiore persino agli anni della pandemia. Se si considerano anche i familiari coinvolti, le persone assistite diventano 4.591. Tra le cause individuate vengono indicati con chiarezza il peggioramento dell’emergenza abitativa e la crisi del sistema dei servizi sociali e sociosanitari della Zona Pisana, aggravata dalla chiusura della Società della Salute.
«Da tempo denunciamo che l’uscita del Comune di Pisa dalla Società della Salute avrebbe dovuto essere accompagnata da un progetto alternativo credibile. In questi mesi, invece, sono arrivate molte dichiarazioni, ma continua a mancare un approdo chiaro, un modello organizzativo definito e soprattutto soluzioni strutturali. È una preoccupazione che oggi emerge anche dalle conclusioni del Rapporto Caritas, che sottolinea come, a quasi un anno dalla liquidazione della SdS, non sia ancora chiaro quale sarà il futuro dell’integrazione tra sociale e sanitario e quale assetto avranno i servizi per le persone più fragili.»
Sofia e Aretini ricordano inoltre che numerosi soggetti – dalle organizzazioni sindacali alle associazioni del terzo settore, fino agli operatori sociali – avevano espresso forti perplessità sulla scelta del Comune di uscire dalla Società della Salute, evidenziando il rischio di indebolire l’integrazione tra servizi sociali e sanitari e di aumentare la frammentazione degli interventi, senza che fosse presentata un’alternativa già funzionante.
«Il dato più allarmante – proseguono – è che aumentano le persone che tornano a chiedere aiuto dopo anni, aumentano i lavoratori poveri e cresce in modo impressionante la marginalità abitativa. Non siamo davanti a emergenze occasionali, ma a problemi strutturali che richiedono politiche strutturali.»
«Per questo – conclude Luigi Sofia – torneremo a proporre in Commissione consiliare un approfondimento dedicato al Rapporto Caritas. Quei numeri non possono essere archiviati in una conferenza stampa. Sono persone, sono vite, e meritano risposte politiche serie. Pisa ha bisogno di ricostruire un sistema di welfare capace di integrare sociale e sanitario, rafforzare i servizi territoriali e affrontare davvero l’emergenza abitativa. Continuare senza una direzione chiara significa lasciare sole le persone più fragili.»
Sociale, l’assessore Bonanno commenta il Rapporto sulla povertà 2026 della Caritas diocesana di Pisa
L’assessore alle politiche sociali Giovanna Bonanno interviene sul Rapporto della Caritas diocesana di Pisa e sul dibattito conseguente:
«Sul rapporto Caritas è necessario distinguere i dati dalle polemiche politiche. Chi, tra esponenti del Partito Democratico e consiglieri comunali e regionali, attribuisce l’aumento delle situazioni di disagio esclusivamente alla chiusura della Società della Salute, cerca di semplificare una realtà complessa, su cui influiscono molteplici fattori negativi, primo tra tutti l’aumento dell’inflazione e in particolare del costo dei generi alimentari che negli ultimi 4 anni è aumentato di quasi il 25%, andando a incidere pesantemente sui bilanci di tutte le famiglie, ma con conseguenze drastiche per quelle più povere. Per quanto riguarda il Rapporto della Caritas, è necessario innanzitutto sottolineare che vengono analizzati i dati del 2025, quando la Società della Salute era ancora in funzione per buona parte dell’anno, ovvero per i primi 8 mesi. Inoltre, fino al 31 dicembre 2026, i servizi precedentemente gestiti dalla SdS non sono stati trasferiti al Comune, ma sono stati presi in carico dall’Azienda USL Toscana nord ovest. Quindi cercare di costruire un collegamento che i fatti e le date smentiscono è una strumentalizzazione politica che non aiuta ad affrontare un tema tanto delicato.
Con Caritas il rapporto dell’Amministrazione comunale è, e continuerà a essere, improntato alla massima collaborazione. Siamo convinti che fenomeni complessi come la povertà e l’emarginazione si affrontino solo facendo rete, mettendo insieme istituzioni, terzo settore e volontariato, ciascuno con le proprie competenze e responsabilità. È una collaborazione concreta, non di facciata. Ne è un esempio il progetto della nuova mensa cittadina: il Comune ha finanziato la realizzazione di una nuova struttura in via Battisti, che auspichiamo venga gestita da enti del terzo settore o dalla stessa Caritas, trovando una soluzione concreta e condivisa a un servizio fondamentale per le persone più fragili.
Da parte nostra stiamo continuando a investire risorse sempre maggiori per sostenere famiglie e cittadini in difficoltà, con particolare attenzione agli investimenti sul fronte delle case popolari su cui abbiamo dedicato un’attenzione che mai prima le amministrazioni hanno dimostrato. In questi anni abbiamo investito oltre 60 milioni di euro tra risorse comunali, fondi PNRR, risorse regionali e statali intercettate.
I numeri delle case popolari assegnate dalla nostra Amministrazione parlano chiaro: tra 2025 e primi 6 mesi del 2026 abbiamo assegnato 150 case popolari, a cui vanno aggiunti i 245 alloggi che abbiamo riqualificato in totale con il PINQUA. Nei prossimi giorni procederemo alla consegna di altri 12 nuovi alloggi in via Frascani, sempre con il PINQUA, e altri 12 in via Arnino, ed entro la fine dell’estate, saranno assegnate altri 20 alloggi di risulta e 24 nuovi in via Da Morrona, oltre ai 14 rimasti alloggi volano rimasti ora da assegnare, con la fine dei lavori PINQUA di via Rindi-via Piave, per un totale di ulteriori 82 alloggi che saranno assegnati entro la fine dell’anno.
Per questo sorprende che chi oggi punta il dito contro il Comune non spenda una parola per spiegare una scelta della Regione Toscana che penalizza direttamente i pisani. Sul bando affitti, ad esempio, il Comune ha aumentato sensibilmente il proprio impegno economico, portando il contributo a 694mila euro, mentre la Regione ha ridotto il proprio finanziamento da 94 mila a 83 mila euro. Sarebbe utile che il vice presidente del Consiglio regionale Antonio Mazzeo, che interviene con solerzia sull’argomento, spiegasse ai cittadini le ragioni di questa diminuzione, anziché cercare responsabilità dove non ci sono.
Le difficoltà sociali sono una sfida che richiede serietà, collaborazione tra le istituzioni pet dare risposte concrete. È su questo che continueremo a lavorare ogni giorno, senza propaganda e senza scaricare su altri soggetti responsabilità che appartengono a livelli istituzionali diversi.»

Bruni, interrogazione in Consiglio comunale in merito alla scomparsa del cordolo che delimitava un tratto di ciclovia davanti alle Officine Garibaldi, a seguito dei recenti lavori di rifacimento del manto stradale.
Negli ultimi giorni sono stati completati i lavori di rifacimento del manto stradale nella via che costeggia le Officine Garibaldi.
“Un intervento certamente utile”, scrive Enrico Bruni (PD), “ma che ha lasciato aperta una questione sulla quale bisogna fare chiarezza.
Con il rifacimento della carreggiata è infatti scomparso il cordolo che delimitava un tratto di pista ciclabile, un elemento che consentiva ai ciclisti di attraversare quella via in maggiore sicurezza. Oggi quel collegamento è stato rimosso, con il rischio di creare situazioni di pericolo per chi ogni giorno sceglie di muoversi in bicicletta”.
Continua Bruni: “Per questo ho presentato un’interrogazione al Sindaco e alla Giunta per sapere se questa modifica sia stata prevista dal progetto oppure sia una conseguenza dei lavori, e soprattutto se l’Amministrazione intenda ripristinare il tratto di ciclovia eliminato.
Se vogliamo davvero incentivare la mobilità sostenibile, ogni intervento sulla viabilità deve contribuire a rendere la rete ciclabile più continua e sicura, non a creare nuove interruzioni”.