Comunicato del Gruppo Consiliare del Partito Democratico di Pisa relativo alla delibera TARI discussa ieri, giovedì, in Consiglio comunale.
TARI, PD: “IL RECUPERO DELL’EVASIONE È GIUSTO, MA DA SOLO NON BASTA. SERVONO POLITICHE PER RIDURRE I COSTI E LA DESTRA SMETTA DI SCARICARE LE RESPONSABILITÀ”
«Sul recupero dell’evasione della TARI bisogna continuare a investire con convinzione. È una battaglia che abbiamo portato avanti fin dall’inizio di questa legislatura e che oggi, finalmente, è diventata patrimonio comune dell’intero Consiglio comunale e della stessa amministrazione. Recuperare chi non paga significa tutelare chi la tassa l’ha sempre pagata e contribuire a contenere il peso della tariffa sulle famiglie e sulle attività economiche.
Questo, però, non basta. Se vogliamo davvero ridurre il costo della TARI dobbiamo intervenire sulle cause strutturali che determinano il costo del servizio. Serve una politica ambientale capace di ridurre la produzione dei rifiuti, incentivare comportamenti virtuosi, sostenere la raccolta differenziata di qualità e promuovere una vera economia circolare. Meno rifiuti prodotti significa meno costi da scaricare sui cittadini.
Su questo, invece, registriamo una grande confusione da parte della destra. Da settimane assistiamo a un continuo rimpallo di responsabilità: il Comune accusa il gestore, il gestore viene messo sotto accusa, altri esponenti della stessa maggioranza puntano il dito contro l’amministrazione. Nel frattempo, però, sono loro ad amministrare la città e a dover dare risposte. Stupiscono, in particolare, le dichiarazioni del consigliere regionale Diego Petrucci, che oggi scopre che a Pisa la TARI è troppo alta. Ne prendiamo atto con favore, ma ci chiediamo perché questa preoccupazione emerga soltanto a pochi mesi dall’avvio della campagna elettorale. Sarebbe stato molto più utile affrontare questo tema negli anni passati, quando migliaia di famiglie e di imprese pisane continuavano a sostenere costi tra i più elevati d’Italia.
Le divisioni interne alla destra non aiutano a risolvere il problema. Al contrario, consegnano alla città l’immagine di una maggioranza che, invece di assumersi la responsabilità delle proprie scelte, preferisce litigare al proprio interno e cercare ogni giorno un nuovo responsabile. Pisa ha bisogno di chiarezza, trasparenza e di una strategia seria per ridurre nel tempo il costo del servizio, non di polemiche che cambiano direzione a seconda della convenienza politica”.
Comunicato di Diritti in Comune: Una città in comune-Rifondazione Comunista
CARCERE “DON BOSCO” AL COLLASSO: PRESENTATO ESPOSTO ALL’ ASL E AI NAS PER LE GRAVISSIME CARENZE IGIENICO-SANITARIE
“Condizioni inaccettabili per le persone private della libertà personale e anche per il personale. Lo Stato non può calpestare la dignità umana.”
A fronte della drammatica situazione all’interno della Casa Circondariale “Don Bosco” di Pisa, abbiamo depositato in data odierna un formale esposto al Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda USL Toscana Nord Ovest e ai NAS, richiedendo una presa in carico della situazione e l’individuazione di strategie risolutive.
La decisione arriva dopo i sopralluoghi istituzionali delle scorse settimane, a partire dalla Garante dei diritti delle persone private della libertà, e anche a seguito della lettera inviata alla stampa direttamente dalle stesse persone detenute e della denuncia del mondo del volontariato. Oggi al Don Bosco la salute pubblica e il benessere psicofisico sono messi concretamente a repentaglio dal peggioramento di criticità quali: sovraffollamento insostenibile, con 306 detenuti presenti a fronte di una capienza regolamentare di soli 199 posti, numero aggravato dai recenti trasferimenti e che rende ancor più lesive della dignità umana le questioni dei “bagni a vista” e delle carenze di servizi come le docce; degrado strutturale con la presenza di muffa, infiltrazioni d’acqua e un microclima insalubre; emergenza igienica data dall’infestazione di scarafaggi e cimici sia nei locali detentivi che negli spazi comuni.
Le testimonianze raccontano una realtà allarmante e davanti a esse per noi è un atto di responsabilità istituzionale dovuto quello di richiedere un intervento immediato attraverso un esposto.
La privazione della libertà non può e non deve mai trasformarsi in una privazione della dignità o in un rischio per la salute. Un Paese civile non può tollerare che le proprie strutture detentive diventino luoghi di degrado e sofferenza aggiuntiva, se non vera e propria tortura. Questo vale per le persone private della libertà personale— tra cui persone con vulnerabilità cliniche e psicologiche pregresse, trattandosi di un Centro Clinico — ma vale anche per gli agenti di Polizia Penitenziaria e per tutto il personale, anche sanitario, operante all’interno della Casa Circondariale.
Quella del Carcere Don Bosco è una ferita nel nostro impianto costituzionale e per tutta città di Pisa.
Comunicato dell’amministrazione comunale sulla Cooperazione internazionale
Dal Comune di Pisa un sostegno al progetto che offre formazione e nuove opportunità ai giovani vulnerabili della Repubblica Democratica del Congo
Offrire opportunità di formazione e inclusione sociale a giovani in condizioni di estrema vulnerabilità nella città di Bukavu, nella Repubblica Democratica del Congo. È questo l’obiettivo del progetto “Scuola professionale Repubblica Democratica del Congo”, promosso dall’associazione pisana Home for Street Children ODV, che il Comune di Pisa ha deciso di sostenere con un contributo di 2mila euro, approvato dalla Giunta comunale nell’ultima seduta.
L’iniziativa mira a fornire a dieci adolescenti tra i 14 e i 17 anni che vivono in strada gli strumenti per costruire un futuro diverso attraverso la formazione professionale e un percorso di accompagnamento educativo e sociale. Il progetto, realizzato in collaborazione con il partner congolese Msaada Kwa Wanyonge asbl, prevede l’avvio, a partire dall’autunno 2026, di un laboratorio professionale di saldatura rivolto a cinque ragazzi e cinque ragazze. Nell’arco di dodici mesi i partecipanti acquisiranno competenze tecniche spendibili nel mondo del lavoro, affiancate da attività educative, percorsi di accompagnamento sociale e di educazione all’igiene personale. A ciascun giovane sarà inoltre garantito un pasto nutriente durante il periodo di formazione.
«La cooperazione nella città di Bukavu – dichiara l’assessore Riccardo Buscemi – è frutto della presenza in Congo della Dottoressa Ilaria Moneta, nostra concittadina, medico cooperante in Africa da molti anni. Da anni, insieme ad altri volontari, opera con interventi destinati ai più fragili con finalità formative. Alla scuola di falegnameria, felicemente avviata a Bukavu, si affianca adesso la scuola di saldatura che partirà a ottobre, grazie anche al contributo del Comune di Pisa. L’idea non è solo quella di insegnare un mestiere, ma soprattutto di togliere dai “rischi” della strada questi ragazzi e queste ragazze. Mi piacerebbe consolidare nel tempo questo progetto che ha validità 12 mesi. Voglio ringraziare la dottoressa Ilaria Moneta e tutti i volontari per il loro prezioso e indispensabile lavoro in Congo, e sono contento che sia proprio Pisa, la sua città, ad affiancarla nella sua attività».
Il progetto si inserisce in un contesto particolarmente complesso. Nella regione orientale della Repubblica Democratica del Congo, segnata da anni di conflitti armati, instabilità e povertà estrema, molti bambini e adolescenti sono costretti a vivere in strada, privi di un adeguato sostegno familiare e di servizi di protezione. Attraverso la formazione professionale il progetto intende offrire a questi giovani un’opportunità concreta di autonomia, favorendone il reinserimento sociale e sottraendoli ai rischi legati alla vita di strada.
L’associazione Home for Street Children ODV opera dal 2024 nella Repubblica Democratica del Congo, dove, nella regione di Mwenga, ha già realizzato un centro di accoglienza residenziale per circa quaranta bambini e adolescenti di strada e avviato un laboratorio di formazione nel settore della sartoria dedicato alle giovani madri, oltreché un’attività di follow up di bambini epilettici della comunità. Con il nuovo progetto l’attività dell’associazione si estende alla città di Bukavu, rafforzando un percorso di cooperazione internazionale che punta a coniugare assistenza, formazione e sviluppo delle competenze.