Pisa e Roma insieme per nuove sfide della chirurgia: a settembre il trasferimento del professor Ugo Boggi

Pisa, 26 agosto 2026. Una nuova tecnologia di imaging volumetrico (3D) portatile ad alta definizione, denominata Cone Beam CT (CBCT), in grado di produrre immagini tridimensionali dettagliate in tempi rapidi, è stata adoperata con successo nelle sale operatorie dell’Aoup: un investimento strategico per rafforzare la ricerca traslazionale e l’innovazione in ambito medico-chirurgico, con particolare attenzione alle applicazioni ortopediche e traumatologiche.
Il macchinario – acquisito con i fondi del PNRR dall’Università di Pisa – è montato su ruote e può quindi essere impiegato in più sale operatorie e in diversi reparti, aumentando la flessibilità organizzativa e le possibilità di utilizzo clinico. La CBCT, particolarmente adatta alla visualizzazione delle strutture ossee, può offrire in ambito intraoperatorio informazioni aggiuntive rispetto all’imaging bidimensionale convenzionale, aiutando il team clinico a verificare in tempo reale il risultato chirurgico e a orientare eventuali correzioni prima della conclusione dell’intervento.
Contestualmente all’acquisto della strumentazione è partito uno studio clinico dedicato all’utilizzo intraoperatorio della CBCT nel trattamento delle fratture complesse del piatto tibiale e del pilone tibiale, di cui è coordinatore Paolo Domenico Parchi, direttore dell’unità operativa Ortopedia e traumatologia dell’Azienda ospedaliero-universitario pisana e professore associato di Malattie dell’apparato locomotore all’Università di Pisa. L’obiettivo è verificarne l’usabilità nell’intero contesto chirurgico e valutarne il contributo nel supportare il chirurgo durante l’intervento, offrendo un controllo tridimensionale immediato della riduzione ossea e del posizionamento dei mezzi di sintesi, con il potenziale di migliorare accuratezza, sicurezza e appropriatezza della procedura.
Il progetto nasce come iniziativa di ricerca clinica, ma apre prospettive molto promettenti per la pratica sanitaria. La CBCT potrà infatti diventare uno strumento di grande valore nella routine clinica, non solo in ambito ortopedico, ma più in generale in tutti i contesti in cui sia utile una valutazione tridimensionale rapida, accurata e tempestiva durante il percorso diagnostico o terapeutico. L’avvio di questo studio rappresenta quindi un passo concreto verso l’adozione di soluzioni sempre più innovative, flessibili ed efficaci al servizio dei pazienti e dei professionisti sanitari.
L’iniziativa è stata resa possibile dai finanziamenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza nell’ambito del progetto Tuscany Health Ecosystem (THE), Spoke 9 “Robotics and Automation for Health”, coordinato da Vincenzo Ferrari – professore associato di Biooingegneria nel dipartimento di Ingegneria dell’informazione dell’Università di Pisa – e dalla gestione della procedura di acquisto da parte del CISUP, Centro per l’integrazione della strumentazione scientifica dell’Università di Pisa, che prevede anche l’accesso a dati utili per fini di ricerca messi a disposizione dal produttore della macchina.
Lo studio clinico è stato avviato dopo un lungo lavoro di preparazione e coordinamento da parte del Centro EndoCAS per la Chirurgia assistita dal calcolatore, dove sono stati sviluppati appositi manichini per i test preclinici, coinvolgendo tecnici di radiologia, radiologi, ferristi, infermieri, anestesisti e tutto il personale delle unità operative Ortopedia e traumatologia 1 e 2 e del blocco operatorio della Chirurgia d’urgenza, oltre alla Fisica sanitaria, al dipartimento Professioni tecnico-sanitarie, all’unità operativa Prevenzione e protezione rischi e al Clinical trial center dell’Azienda ospedaliero-universitaria pisana.
Il primo intervento eseguito nell’ambito dello studio ha visto lo stesso Parchi con i colleghi ortopedici Giuseppe Digrandi e Luca Fabbri, insieme al resto dell’équipe, impegnati direttamente sul campo nell’utilizzo intraoperatorio della nuova tecnologia, con un riscontro molto positivo rispetto alla qualità delle informazioni fornite dalla CBCT e alla possibilità di integrare il controllo tridimensionale nel flusso chirurgico.
Il passaggio dell’ordinario di chirurgia Ugo Boggi da Unipi e Aoup all’Università Cattolica e al Policlinico Gemelli: continuerà la collaborazione con Pisa

Dal mese di settembre il professor Ugo Boggi prenderà servizio all’Università Cattolica come professore ordinario di chirurgia generale, svolgendo attività clinica presso il Policlinico Gemelli di Roma. Dopo i successi ottenuti a Pisa il professore Boggi ha voluto affrontare una nuova sfida, in un ambiente di alta qualificazione scientifica, che ha deciso di avvalersi delle sue competenze per sviluppare la chirurgia robotica dei trapianti d’organo, porre le basi per l’implementazione degli xenotrapianti e costituire un polo di riferimento per la ricerca e l’assistenza clinica nel campo dei tumori del pancreas.
Ugo Boggi
L’Università di Pisa e l’Azienda ospedaliero universitaria pisana (AOUP) sono orgogliosi di averlo avuto fra i suoi docenti e professionisti, ricordando in particolare l’altissimo livello raggiunto nella chirurgia pancreatica e l’attività pionieristica svolta nella trapiantologia renale e pancreatica, con tecnica tradizionale e robotica. La sua attività ha fortemente contribuito all’eccellenza scientifica dell’Ateneo pisano e a rendere l’AOUP un polo di attrazione regionale, nazionale e internazionale, un primato che sarà portato avanti e rafforzato grazie anche alla consolidata esperienza dell’equipe di chirurghi formatisi con lo stesso Boggi e alle potenzialità organizzative e tecnologiche che saranno possibili all’interno del nuovo ospedale Santa Chiara. Inoltre, la collaborazione scientifica con il professore Boggi proseguirà attraverso una specifica convenzione, che è in corso di approvazione da parte dell’Università di Pisa, di AOUP, dell’Università Cattolica e del Policlinico Gemelli.
“Alcune caratteristiche del nostro sistema universitario, legate alla dinamica dei finanziamenti e al soffocamento dell’autonomia ad opera di una complessa giungla normativa, portano spesso a ritenere l’Università, e la sanità universitaria in particolare, come un ambiente rigido e ingessato, suddiviso in “feudi” contrapposti – commenta Riccardo Zucchi, rettore dell’Università di Pisa – È bene invece ricordare che per l’Università la mobilità di docenti, idee e competenze e la valorizzazione delle nuove generazioni sono sempre state un valore essenziale, nonché uno dei fattori che hanno contribuito al progresso delle conoscenze e delle loro applicazioni pratiche. Siamo certi che questo principio verrà confermato anche in questo caso”.
“Un grazie sincero al Prof. Boggi per tutto quello che ha rappresentato per la storia dell’AOU Pisana, anche per la formazione di eccellenti professionisti, che ci consentiranno di affrontare tutte le innovative sfide che ci attendono – dichiara Katia Belvedere, direttrice generale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana. È stato un orgoglio poter lavorare con lui e prendiamo atto di una scelta assunta da tempo. Siamo certi, d’altra parte, che questo nuovo percorso del Prof. Boggi rappresenterà una importante occasione di sinergia fra Istituzioni di eccellenza indiscussa, favorendo lo sviluppo della rete clinica, scientifica e accademica costruita negli anni dall’Università di Pisa e dall’AOUP, contribuendo alla nascita di nuovi progetti di frontiera, a beneficio di tutte le Istituzioni coinvolte e dei pazienti”.