L’iniziativa è stata resa possibile grazie alla donazione effettuata dal Rotary Club Pisa San Rossore

Pisa, 11 giugno 2026. Migliorare l’assistenza ai pazienti diabetici detenuti attraverso l’innovazione tecnologica e la collaborazione tra istituzioni, professionisti sanitari e associazionismo. È questo l’obiettivo del progetto che ha preso avvio alla Casa circondariale “Don Bosco” di Pisa, dove è stato introdotto il sistema di monitoraggio glicemico in continuo per i detenuti affetti da diabete. L’iniziativa è stata resa possibile grazie alla donazione effettuata dal Rotary Club Pisa San Rossore , rappresentato dal presidente Maurizio Sbrana e dal tesoriere Andrea Palla, che hanno voluto sostenere concretamente un progetto capace di coniugare innovazione, inclusione e tutela della salute in un contesto particolarmente delicato come quello penitenziario.
Per l’Azienda USL Toscana nord ovest erano presenti Graziano Di Cianni , direttore della Diabetologia aziendale, la diabetologa Francesca Pancani e l’infermiera Stefania Giuntoli , da tempo impegnati nello sviluppo di percorsi innovativi di presa in carico delle persone con diabete anche attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie e della telemedicina. Hanno partecipato inoltre la direttrice della Casa circondariale “Don Bosco” di Pisa, Alice Lazzarotto , la direttrice dell’Unità operativa complessa Sanità Penitenziaria e Tutela della Salute in Carcere, Lisa Perugino , e la responsabile dei servizi sanitari all’interno del carcere di Pisa, Bianca Maria Melis.
Il progetto si inserisce nel più ampio percorso di innovazione organizzativa e tecnologica portato avanti dall’Azienda USL Toscana nord ovest nell’ambito della gestione delle patologie croniche, con particolare attenzione alle fasce di popolazione più fragili e ai contesti caratterizzati da maggiori difficoltà di accesso ai servizi.
In foto il momento della consegna dei dispositivi al carcere Don Bosco