Maccatella, malamovida e speculazione immobiliare

Autore: redazione

Data: 30/08/2026

Diritti in Comune: “Via Maccatella: tra atti contraddittori e tribune inutili, il progetto crolla. Difendiamo il verde pubblico

Pisa, 30 agosto 2026. Ecco il comunicato stampa della coalizione Diritti in Comune dopo aver letto la risposta dell’Ing. Iannotta su accesso agli atti, e adesione al presidio promosso dai comitati per domani mattina alle 7 davanti al cantiere, a firma di Fausto Pascali (Una città in comune), Daniele Iannello (Segretario di rifondazione comunista della Provincia di Pisa) e Giulia Contini ( Consigliera comunale di Diritti in Comune).

Il giallo di via Maccatella si infittisce: tra assessori silenziosi e tribune inutili è arrivata una prima risposta scritta ufficiale da parte degli uffici che mette a nudo tutte le ambiguità della Giunta. Domani mattina, lunedì 31 agosto, alle ore 7:00 saremo al fianco dei comitati Difesa Alberi Pisa e Insieme per le Piagge al presidio organizzato davanti al cantiere di ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili) per richiamare il Sindaco a prendersi le proprie responsabilità.

Questo progetto fa acqua da tutte le parti: prima non sapevano i costi, oggi non sanno nemmeno cosa stanno realizzando. Dall’accesso agli atti che, come gruppo consiliare, abbiamo presentato in Comune, emerge una verità lampante: il parere del CONI non esiste. Questa notizia porta con sé diverse conseguenze. Anzitutto occorre notare come oggi, a fronte di questa clamorosa assenza, il Dirigente Ing. Maurizio Iannotta specifichi che “trattandosi del progetto di un’area polivalente attrezzata e non di un impianto sportivo, il parere CONI non è stato richiesto in quanto non necessario”.

Ebbene, se questo è vero, allora siamo di fronte a un evidente cortocircuito politico e amministrativo e a pesanti contraddizioni. Lo stesso Dirigente, infatti, firmando il parere di regolarità tecnica sulla delibera di Giunta, lo scorso dicembre, definiva l’opera senza mezzi termini come “Realizzazione di un parcheggio e di un’area sportiva”.

Insomma, quel che emerge se si confrontano le dichiarazioni dell’assessora Scarpa e gli atti amministrativi è che per la Giunta l’opera è un impianto sportivo quando deve essere approvata e finanziata, ma si trasforma magicamente in una generica “area polivalente” quando l’opposizione chiede conto dei pareri, che per determinate aree sportive sono obbligatori per legge.

In tutto questo, bisogna anche tener presente che l’assessora allo Sport Frida Scarpa ha ribadito più volte che non è previsto alcun parcheggio, smentendo clamorosamente gli atti ufficiali, mentre l’assessora ai Lavori Pubblici Virginia Mancini, che sarebbe responsabile delle opere pubbliche, ha sempre colpevolmente e gravemente taciuto.

Il quadro diventa grottesco se guardiamo ai numeri e al buon senso. Se l’amministrazione è costretta ad ammettere che non si tratta di un impianto sportivo (e dunque non può ospitare attività o tornei regolamentari, mancando peraltro di spogliatoi e servizi igienici, come già evidenziato nella nostra interrogazione), svanisce totalmente il senso di spendere ben 84 mila euro — circa un quarto del costo totale dell’opera — per la realizzazione delle tribune per gli spettatori. A cosa servono le tribune in un’area che il Comune stesso dichiara non essere un impianto sportivo? È uno sperpero di denaro inaccettabile oltre all’impatto ambientale che le tribune comporterebbero tra impermeabilizzazioni e movimento di terra. In cosa differisce questo campo da basket da quelli già presenti nei vicinissimi Parco di Mau e Parco Europa?

Intanto, a quasi due settimane dalla nostra interrogazione a risposta scritta depositata il 17 agosto, la Giunta Conti continua a tacere, confermando un grave spregio verso la trasparenza e le prerogative dei consiglieri.

Ribadiamo con forza la nostra posizione: l’area deve essere tutelata e deve rimanere a verde territoriale, servizio ecosistemico essenziale per il quartiere e di connessione con le Piagge. Pretendiamo l’immediato stop dei lavori fino a quando:

  1. Non saranno date risposte certe, con atti scritti, al Consiglio comunale.
  2. Non si terrà l’incontro pubblico richiesto dalla cittadinanza.
  3. Non sarà conclusa la discussione e l’approvazione del nuovo Piano Operativo Comunale, evitando forzature calate dall’alto che ignorano le regole e il futuro verde della nostra città.

Gabriella Porcaro: “Movida o mala movida? Divertirsi sì, ma con regole chiare”

Gabriella Porcaro, avvocato ed ex assessore, sta seguendo la questione della movida sul litorale: questo il suo intervento

Movida o mala movida? Divertirsi sì, ma con regole chiare.

Nessuno vuole impedire ai giovani di divertirsi, né mettere in discussione la vita e l’intrattenimento sul nostro litorale. Il problema è ciò che accade nelle ore successive alla chiusura dei locali, purtroppo soprattutto nelle notti di martedì, venerdì, sabato e domenica, quando il deflusso si concentra nelle strade.

Alle 3, 4 o 5 del mattino si verificano schiamazzi, urla, scorribande con le automobili, musica ad altissimo volume, litigi e comportamenti molesti. A questo si aggiungono vetri rotti, bottiglie, rifiuti, profilattici e automobili che diventano veri e propri “bar ambulanti”, con musica e consumo di alcol che possono proseguire fino alle prime ore del mattino.

Sono fenomeni ampiamente documentati e segnalati da anni. Per questo l’orario non è un dettaglio: se un locale chiude alle 4, il problema non necessariamente finisce alle 4. Da lì comincia il deflusso.

Ritengo quindi comprensibile il provvedimento del Questore, frutto delle verifiche e delle valutazioni delle autorità competenti. La riduzione degli orari può essere uno strumento necessario, ma non l’unico.

Servono controlli, presidi adeguati, coordinamento tra Polizia Municipale e Forze dell’Ordine e, dove necessario, steward per gestire il deflusso.

Ma soprattutto dobbiamo guardare avanti: Tirrenia deve essere una località viva e attrattiva per tutti, giovani compresi. Occorre investire nella qualità degli spazi, nelle iniziative e in un’offerta capace di creare divertimento e socialità per tutte le età.

Le regole per la prossima stagione dovrebbero essere definite per tempo, coinvolgendo istituzioni, operatori, balneari, residenti e giovani, così da trovare soluzioni condivise e sostenibili.

Non è una battaglia contro la movida o contro i giovani. È una questione di equilibrio, organizzazione e rispetto reciproco.

Un grazie a tutti gli operatori, commercianti, balneari, associazioni, organizzatori e cittadini che ogni giorno si impegnano per rendere Tirrenia più bella, viva e attrattiva.

Divertirsi è giusto. Accogliere i giovani è importante. Farlo nel rispetto degli altri è altrettanto giusto.

Diritti in Comune: “Da Roma a Pisa, la speculazione immobiliare è la stessa: solidarietà a Spin Time. L’amministrazione pubblica non si faccia guidare dai fondi d’investimento ma dal benessere sociale collettivo”

Ecco il comunicato.

Esprimiamo la nostra più profonda ed attenta solidarietà alle centinaia di persone, famiglie, anziani e bambini della realtà di Spin Time Labs a Roma, minacciate dallo sgombero e costrette a subire il volto spietato della finanza immobiliare. Le immagini che arrivano dalla capitale mostrano persone messe sull’asfalto senza alcuna reale possibilità di contrattazione sociale, nell’interesse esclusivo di un grande attore speculativo che a Pisa purtroppo conosciamo fin troppo bene: la società di gestione del risparmio InvestiRE SGR.

Le vicende romane non sono un fatto isolato, ma si collegano direttamente a quanto accade ed è già accaduto sul nostro territorio. A Pisa conosciamo perfettamente la strategia dei fondi d’investimento: svalutare i beni pubblici, sgomberare le comunità che vi garantiscono funzione sociale e trasformarli in asset speculativi o di edilizia ad alta rendita.

È la storia del Distretto 42 (ex Distretto Militare di Leva in via Giordano Bruno). Nel 2014 quel bene abbandonato fu liberato dal Municipio dei Beni Comuni, restituendo alla città welfare dal basso, socialità e servizi gratuiti. Quell’esperienza venne celermente sgomberata per essere alienata: nel 2017, insieme alla Caserma Artale, un compendio dal valore stimato tra i 22 e i 40 milioni di euro fu ceduto dal Demanio al fondo gestito da Cassa Depositi e Prestiti e operato da InvestiRE SGR per la cifra stracciata di soli 8,4 milioni di euro. Oggi, su quelle ceneri, la SGR sta completando l’operazione di social housing “Borgo San Martino”.

Le immagini di Spin Time ci catapultano direttamente nel nostro futuro locale. Se in passato le amministrazioni di centro-sinistra hanno consentito la perdita del Distretto 42 e della Caserma Artale, oggi con l’attuale giunta di centro-destra rischiamo di svendere l’intera città. È il disegno tracciato dal Piano Operativo Comunale e dalle politiche di vendita al ribasso del patrimonio pubblico già concluse sull’ex asilo Coccapani e condotte su altri immobili strategici, come la sede APES di via Fermi.

La vicenda di Spin Time e l’impotenza mostrata dalle istituzioni romane di fronte all’inflessibilità degli speculatori dimostrano una verità innegabile: le risposte ai bisogni delle persone non arrivano dal presunto “buon cuore” del mercato, ma possono derivare soltanto dal coraggio della politica.

Chi governa i nostri territori deve smettere di negare l’evidenza: i colossi della finanza immobiliare non cedono a trattative morbide, non hanno finalità sociali e dispongono delle risorse per acquistare i beni pubblici e lasciarli nell’abbandono per anni in attesa di profitto. Salvare una città significa custodire e restituire gli immobili alle funzioni primarie per una società divorata dal capitale: il diritto all’abitare e gli spazi di socialità.

Chiediamo con forza all’amministrazione comunale di Pisa e a tutte le istituzioni territoriali di invertire la rotta: si smetta di cedere ai ricatti dei fondi d’investimento e si cominci ad amministrare custodendo il bene comune, ponendo la tutela sociale, l’emergenza abitativa e il benessere collettivo al di sopra della capitalizzazione speculativa dei risparmi.

Ampliando la mobilitazione sui territori, rifiutiamo di sostenere politiche bipartisan che continuano ad agire a protezione del mercato anziché delle persone che vivono e attraversano le città.

Per questo aderiamo e invitiamo a partecipare alla manifestazione del 19 settembre “Il tempo di Spin Time è ora”.