Disagio giovanile e bullismo, fondi Mase, fiscalità degli agenti di commercio

Autore: Antonio Scuglia

Data: 31/07/2026

Approvato all’unanimità dal Consiglio provinciale il documento per il contrasto al disagio giovanile, al bullismo e per il potenziamento della sicurezza negli istituti scolastici


Pisa, 31 luglio 2026. “Il Consiglio provinciale di Pisa, nella seduta di giovedì 30 luglio, ha approvato all’unanimità un documento che impegna il Presidente ad attivare una serie coordinata di azioni per il contrasto al disagio giovanile, al bullismo e al cyberbullismo, e per il rafforzamento della sicurezza negli istituti scolastici della provincia, con particolare attenzione al Villaggio Scolastico di Pontedera, più volte al centro della cronaca locale per episodi legati a disagio giovanile che sfociano in dinamiche di violenza e aggressività”, spiega il Presidente Massimiliano Angori.”La scelta di portare adesso questo documento presso l’organo provinciale nasce anche dalla recente approvazione da parte del Consiglio dei Ministri, in data 23 luglio, di un disegno di legge che modifica l’articolo 98 del codice penale, introducendo la presunzione di capacità di intendere e di volere dai 14 ai 18 anni”, aggiunge il Presidente.
“Il documento nasce dalla consapevolezza che il disagio giovanile sia un fenomeno diffuso, legato a fattori quali l’incertezza verso il futuro, la pressione scolastica e l’uso intensivo delle tecnologie, che può sfociare in isolamento, calo della motivazione e comportamenti a rischio. Il bullismo e il cyberbullismo ne rappresentano le manifestazioni più evidenti, con gravi conseguenze psicologiche per le vittime” commenta la Consigliera alle Pari Opportunità Maria Antonietta Scognamiglio.

Nello specifico, il documento approvato contiene queste azioni concrete che saranno a carico del Presidente dell’ente:
richiedere un contributo economico straordinario al Governo nazionale e alla Regione Toscana per finanziare progetti di prevenzione del disagio e adeguamenti tecnologici per la sicurezza;
attivarsi per l’affidamento della progettazione di un piano integrato che unisca azioni educative (laboratori sulle life skills, punti di ascolto, formazione peer to peer) e implementazione della videosorveglianza nei plessi del Villaggio Scolastico di Pontedera;
promuovere, d’intesa con Prefettura e Forze dell’Ordine, iniziative per rafforzare la sicurezza nell’area del Villaggio Scolastico, incluso un possibile incremento della vigilanza negli orari di ingresso e uscita degli studenti;
condividere ogni fase degli interventi con la comunità scolastica, l’Amministrazione Comunale di Pontedera e le altre istituzioni locali;
valutare l’estensione delle attività alle scuole secondarie superiori degli altri poli scolastici della provincia.
Il documento richiama inoltre gli obiettivi del “Patto per una Comunità Educante in Valdera”, in fase di approvazione, di cui la Provincia di Pisa è soggetto sottoscrittore.

«Con questo atto, dunque, diamo un segnale forte e condiviso su un tema che riguarda da vicino le nostre comunità: il benessere dei ragazzi e la sicurezza delle nostre scuole. Il Villaggio Scolastico di Pontedera ha vissuto momenti difficili, e come Provincia sentiamo la responsabilità di intervenire su due fronti complementari: da un lato la prevenzione, attraverso percorsi educativi che aiutino i giovani a gestire emozioni e relazioni; dall’altro il potenziamento della sicurezza, con l’implementazione della videosorveglianza e il coinvolgimento delle Forze dell’Ordine. Lo facciamo insieme alle scuole, alle famiglie, al Comune di Pontedera e a tutte le istituzioni del territorio, perché solo una rete educativa solida può davvero fare la differenza”, concludono Angori e Scognamiglio.

Fiab, La Città Ecologica, Legambiente: Fondi MASE, un’audizione arrivata a decisione già presa

Mercoledì 1° luglio si è svolta, in Prima Commissione Consiliare Permanente del Comune di Pisa, l’audizione di Legambiente Pisa, FIAB Pisa e La Città Ecologica sul documento di proposte per l’utilizzo dei 9 milioni di euro del bando MASE destinati al miglioramento della qualità dell’aria.

Scrivono le tre associazioni:

“Un’audizione richiesta dalle opposizioni e attesa da tempo, che però è arrivata quando il progetto era già stato approvato in Giunta: lo stesso presidente della commissione ha riconosciuto che nulla sarebbe cambiato anche se le associazioni fossero state ascoltate settimane prima. Una circostanza che conferma quanto avevamo già segnalato : il confronto c’è stato , ma le nostre proposte non hanno trovato un reale riscontro nelle scelte finali dell’amministrazione.. La cronologia dei fatti è significativa. Le nostre proposte sono state trasmesse all’amministrazione già a febbraio, illustrate all’assessore Dringoli e discusse nel dettaglio con il dirigente competente il 4 marzo. Il bando è stato pubblicato il 21 maggio, con scadenza al 5 luglio. I Nonostante mesi di interlocuzione e la presentazione di un progetto alternativo articolato e coerente con gli obiettivi del finanziamento , la delibera approvata dalla Giunta non ne recepisce gli elementi fondamentali Apprezziamo che la commissione abbia comunque voluto ascoltarci, ma riteniamo che il coinvolgimento dei soggetti interessati debba avvenire prima delle decisioni, non dopo..
“Nel merito, un progetto che a nostro avviso sbaglia obiettivo. Il bando MASE nasce da una procedura di infrazione europea per l’inquinamento atmosferico nelle aree urbane: uno strumento pensato soprattutto per ridurre le emissioni dove la salute pubblica è più esposta. Il Comune di Pisa ha invece destinato circa 6 dei quasi 9 milioni di euro disponibili a interventi concentrati a Calambrone, a circa 20 chilometri dal centro urbano: l’estensione di una pista ciclabile lungo il tracciato del “trammino” e un parcheggio scambiatore che, per la loro natura stagionale, saranno utilizzati soprattutto in uno o due mesi l’anno. Ci sarebbe piaciuto conoscere i dati e i parametri con cui queste scelte sono state valutate rispetto all’obiettivo del bando, così come vorremmo capire meglio come si intenda monitorare, non solo i flussi di traffico, ma la qualità dell’aria effettivamente respirata in città.
“Le nostre proposte, ignorate, restano comunque sul tavolo. Il documento presentato dalle tre associazioni affrontava , in modo organico, tutte e cinque le linee di intervento previste del bando: mobilità attiva e mobility management (a Pisa la figura del Mobility Manager d’area è di fatto vuota, senza alcuna interlocuzione con le decine di aziende che ogni anno depositano i piani spostamenti casa-lavoro), potenziamento del TPL e sharing elettrico, logistica urbana sostenibile con la realizzazione di un centro di smistamento merci basato sulla mobilità elettrica, incentivazione della mobilità sostenibile e regolazione, dello spazio urbano attraverso l’estensione delle Zone 30, percorsi pedonali sicuri, pedibus e bicibus casa-scuola.
Ci auguriamo che l’amministrazione comunale possa:
 condividere pubblicamente i criteri e le analisi con cui sono stati selezionati gli interventi, e i risultati attesi in termini di qualità dell’aria;
 coinvolgere associazioni e portatori di interesse nelle fasi iniziali dei prossimi percorsi decisionali, prima che le scelte siano già definite;
 tenere in considerazione le nostre proposte nella fase di progettazione dei prossimi 18 mesi, dove crediamo ci sia ancora margine per migliorare gli interventi
“Pisa ha davanti un’occasione importante per una vera svolta sulla mobilità urbana e sulla qualità dell’aria. Continueremo a contribuire , con spirito costruttivo e propositivo affinchè queste risorse vengano utilizzate nel modo più efficace possibile, mettendo al centro la salute delle persone , la vivibilità delle città e una mobilità davvero sostenibile e che assuma la priorità della transizione energetica”.

Agenti Fnaarc Confcommercio Pisa: “Penalizzati da deducibilità dell’auto e aumento dei costi”

Mentre il Governo avvia il confronto sulla prossima manovra, il presidente Agenti Fnaarc Confcommercio Pisa e membro di Giunta nazionale Agenti Fnaarc Domenico Greco richiama l’attenzione sul tema annoso della fiscalità per gli agenti di commercio e sull’aumento dei costi della mobilità: “Gli agenti di commercio in Italia sono circa 230mila imprenditori e rappresentano una categoria strategica per il sistema economico del Paese, intermediando ogni anno, secondo uno studio della Fondazione Enasarco, tra il 20 e il 25% del PIL nazionale, pari a circa 500 miliardi di euro” spiega Greco.

“Gli agenti di commercio che operano in regime ordinario, ovvero il 38% del totale, continuano a fare i conti con una norma ormai superata. Il costo fiscalmente riconosciuto per l’acquisto dell’autovettura è ancora oggi pari all’80% di un tetto massimo di 25.822 euro, valore derivante dal cambio lira/euro degli originari 50 milioni di lire introdotti nel lontano 1986. Da allora il prezzo delle automobili è più che raddoppiato, mentre il limite di deducibilità è rimasto invariato”.

“Come richiamato dal nostro presidente nazionale Agenti Fnaarc Alberto Petranzan, è anacronistico che chi usa l’auto tutti i giorni per lavoro debba fare i conti con limiti fissati 40 anni fa, quando c’erano ancora le lire, i telefoni a gettoni, le carte stradali e l’aria condizionata in auto era un optional. Da allora il mondo è cambiato, ma quella norma fiscale è rimasta ferma e non rispecchia più il prezzo di mercato attuale delle auto”.

“Il paradosso è evidente. Le attuali norme fiscali finiscono per penalizzare gli agenti nell’acquisto del bene strumentale fondamentale per svolgere la propria attività. Eppure, gli agenti di commercio sono tra i maggiori acquirenti di automobili in Italia: rinnovano mediamente l’auto ogni quattro anni per alto chilometraggio, ne acquistano circa 159 nuove al giorno e, nel solo 2024, hanno generato acquisti per oltre 700 milioni di euro, pur potendo dedurre fiscalmente solo una parte del costo sostenuto”.

“Ma il problema non riguarda soltanto la deducibilità dell’autovettura per gli agenti in regime fiscale ordinario. Dal 2015, anno in cui è entrato in vigore il regime forfettario, sono aumentati anche i costi necessari per svolgere la professione. “Il prezzo medio dei carburanti è cresciuto di oltre il 22%, mentre il costo delle autovetture nuove è aumentato di circa il 50%. A questi si aggiungono gli incrementi dei pedaggi autostradali, della manutenzione e dell’assicurazione dell’auto, che incidono sempre di più sui costi di esercizio dell’attività. Aumenti che erodono i vantaggi del regime fiscale forfettario che ha dato finora sostenibilità all’attività di molti agenti”.

“La nostra professione deve affrontare un cambio generazionale, l’età media degli agenti è di 52 anni. Come fa, ad esempio, un giovane ad approcciare alla professione con costi così elevati e una fiscalità non equa? – prosegue Greco – In vista della prossima Legge di Bilancio chiediamo al Governo di aggiornare, una volta per tutte, il tetto di deducibilità delle autovetture e di rendere la fiscalità più aderente ai costi reali sostenuti dagli agenti di commercio. Con i numeri che muove la nostra categoria non si può più far finta di niente”.