Tutela del lavoro, la senatrice Zambito (Pd) sulla vicenda Dumarey

Pisa, 30 luglio 2026. «La decisione di Dumarey di respingere la proposta avanzata al tavolo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy di congelare i 35 licenziamenti presso lo stabilimento di Pisa e Fauglia fino all’approvazione del nuovo piano industriale è gravissima e rappresenta un atto di totale chiusura nei confronti dei lavoratori e delle istituzioni». Lo dichiara la senatrice del Partito Democratico Ylenia Zambito, che lunedì scorso aveva accompagnato i rappresentanti delle organizzazioni sindacali all’incontro presso il Mimit.
«Esprimo la mia piena solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori – prosegue la parlamentare – , che oggi hanno avviato un presidio permanente davanti all’azienda per difendere il proprio futuro occupazionale. Di fronte a una vertenza così delicata, era indispensabile un gesto di responsabilità da parte dell’azienda, che già aveva rotto unilateralmente l’accordo con la Regione Toscana per gli ammortizzatori sociali: il rifiuto di sospendere i licenziamenti in attesa del nuovo piano industriale compromette il confronto e alimenta ulteriormente tensioni e incertezze».
Infine l’appello all’Esecutivo. «Chiediamo che il Governo continui a esercitare ogni iniziativa utile affinché si riaprano le condizioni per un confronto serio e per la salvaguardia dell’occupazione», conclude Zambito.
La senatrice si è recata oggi pomeriggio (nella foto) al presidio di lavoratrici e lavoratori Dumarey presso lo stabilimento di Fauglia dove è intervenuta insieme alle rappresentanze sindacali e agli amministratori locali.
Anche il sindaco di San Giuliano Terme Matteo Cecchelli al presidio dei sindacati
Anche il sindaco di San Giuliano Terme Matteo Cecchelli questo pomeriggio (giovedì 30 luglio 2026) è intervenuto al presidio dei sindacati all’ingresso dello stabilimento Dumarey di Fauglia, convocato subito dopo che i vertici della multinazionale avevano comunicato di respingere la proposta del governo che chiedeva di sospendere i licenziamenti e aprire già da settembre un nuovo tavolo di confronto.
“Sono qui perché è doveroso esservi accanto in questa battaglia e perché in questo stabilimento lavorano da anni anche alcune decine di cittadini sangiulianesi che ho incontrato nei giorni scorsi e di cui ho avuto modo raccogliere le più che giustificate preoccupazioni – ha detto-. È inaccettabile che si crei una crisi dove una crisi non c’è e che si vogliano trasferire altrove risorse e guadagni che sono il prodotto e la conseguenza del vostro lavoro. È qualcosa d’ingiustificabile e che va assolutamente fermato. La vostra – ha proseguito- sarà una battaglia epocale e voi siete già scesi in campo, con lo sciopero di oggi e le mobilitazioni che seguiranno, per combatterla. Bisogna andare fino in fondo, difendere tutti i posti di lavoro e pretendere dall’azienda un piano industriale che dia futuro e speranza a tutti i lavoratori. È impensabile che persone che lavorano qui da dieci anni, da un giorno all’altro, non abbiano più un’occupazione e uno stipendio per sé, le loro famiglie e i figli. Non è accettabile. Noi siamo al vostro fianco oggi, lo saremo domani e fino a quando questa vicenda non sarà giunta a una degna conclusione. Quindi forza e coraggio e resistenza”.
Sulla vicenda Dumarey si è espresso anche Enrico Bruni (Pd): “La decisione comunicata questa mattina dall’amministratore delegato di Dumarey di procedere con 35 licenziamenti è gravissima e inaccettabile. Arriva nonostante gli scioperi, le mobilitazioni delle lavoratrici e dei lavoratori e il tentativo delle istituzioni di aprire un confronto vero sul futuro degli stabilimenti di Fauglia e San Piero a Grado. Al tavolo convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il Governo aveva proposto di congelare i primi licenziamenti annunciati fino all’insediamento del nuovo amministratore delegato e alla presentazione di un piano industriale credibile. L’azienda aveva preso qualche giorno per decidere. Oggi è arrivata la risposta peggiore: nessuna sospensione, nessun passo indietro e la volontà di scaricare ancora una volta il costo della crisi sulle persone che lavorano. Come Consiglio comunale di Pisa avevamo approvato all’unanimità la nostra mozione, affermando con una sola voce che il patrimonio industriale, le professionalità e centinaia di posti di lavoro del nostro territorio non possono essere sacrificati alle scelte unilaterali di un’azienda”.
Ancora Bruni: “Continueremo a stare al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori, come abbiamo fatto nelle ultime settimane e negli ultimi mesi. Non è accettabile che un’impresa che ha operato sul nostro territorio, beneficiando anche di sostegni pubblici destinati alla ricerca e allo sviluppo, possa disimpegnarsi lasciando alle famiglie e alla comunità il conto delle proprie decisioni. Per questo ribadiamo e rilanciamo la richiesta di avviare il percorso per il riconoscimento del territorio pisano come area di crisi industriale complessa. Serve una risposta straordinaria, capace di difendere l’occupazione, attrarre nuovi investimenti e fermare la progressiva deindustrializzazione della provincia di Pisa”.
Spiagge libere, l’intervento di Enrico Bruni
Enrico Bruni Pd risponde a Legambiente riguardo alle delle spiagge libere nel litorale pisano: ecco il suo comunicato
Stamattina su La Nazione trovate un’intervista al direttore regionale di Legambiente che riporta al centro una questione che riguarda direttamente anche il nostro territorio: lungo una costa sempre più occupata da concessioni private, trovare una spiaggia libera, accessibile e dotata dei servizi essenziali è diventato sempre più difficile.
Eppure un’occasione concreta c’era. Nel 2024, a seguito della decadenza delle concessioni dell’ex Salinas e dell’area ex Immobiliare Cecilia, come Partito Democratico proponemmo di trasformare quei due tratti di arenile in nuove spiagge libere attrezzate. Ero il primo firmatario di un ordine del giorno che chiedeva un bando pubblico, semplificato e urgente, per affidarne temporaneamente la gestione, sul modello già sperimentato con l’ex American Beach: salvamento, pulizia, custodia, accessibilità, tutela ambientale e la più ampia quota possibile di spiaggia realmente libera. Una soluzione capace di garantire insieme l’uso sociale e la cura di un bene pubblico.
Il Piano di utilizzazione degli arenili del Comune prevede che almeno il 10% delle spiagge di Calambrone rimanga libero. La nostra proposta offriva una risposta immediata e concreta, evitando anche che strutture e aree ormai inutilizzate fossero lasciate all’abbandono.
La destra, però, scelse di bocciare il nostro ordine del giorno senza neppure aprire una discussione vera. Ha perso così un’occasione per restituire due pezzi di costa alla città, alle famiglie, ai giovani e a chi non può permettersi ogni giorno i costi di uno stabilimento balneare.
L’accesso al mare non dovrebbe essere un privilegio. Le spiagge sono un bene comune e l’amministrazione comunale ha il dovere di difenderne la fruibilità pubblica.
Confcommercio Pisa e Centro Commerciale Naturale sui fondi per Marina di Pisa
É grande la soddisfazione di Confcommercio Pisa e del Centro Commerciale Naturale di Marina di Pisa per lo stanziamento di 7,5 milioni di euro deliberato dalla Regione Toscana per gli interventi di difesa dall’erosione costiera a Marina di Pisa.
“È veramente un’ottima notizia, le nostre aspettative non sono state tradite” – il commento della presidente del Centro Commerciale Naturale di Marina di Pisa Simona Rindi – “La cifra stanziata è importante e non scontata, ringraziamo la Regione Toscana e in particolare il presidente Eugenio Giani e il vicepresidente del Consiglio Regionale Antonio Mazzeo per aver tenuto fede agli impegni presi, dimostrando concretamente di avere a cuore le sorti di Marina di Pisa. I 7,5 milioni sono un segnale di grande attenzione verso il Litorale e permetteranno di procedere con il completamento degli interventi alla Cella 4, attraverso il ripascimento della ghiaia e della barriera soffolta, e quelli previsti sulla Cella 5, ovvero i due sistemi principali per proteggere questo tratto di costa dalle mareggiate. Particolarmente importante il completamente del sistema di difesa che renderà pienamente funzionante la Cella 4, data la sua capacità di adeguamento al cambiamento del fondale e alle correnti”.
L’auspicio è quello “di vedere partire tempestivamente i lavori una volta terminate le procedure per la gara di appalto, e che una volta avviati possano essere eseguiti via terra, per consentire di operare anche in condizioni meteorologiche avverse che renderebbero impossibile l’intervento via mare. Intanto esprimiamo tutta la nostra soddisfazione per la delibera di giunta e lo stanziamento dei fondi, un impegno importantissimo da parte della Regione. Le schermaglie politiche non ci interessano e auspichiamo una sempre maggiore collaborazione tra Comune e Regione nell’esclusivo interesse della difesa del territorio”.
“Un intervento molto atteso che ci permette di guardare al futuro con maggiore ottimismo” conferma il presidente di Confcommercio Marina di Pisa Cristiano Scarpellini “La sicurezza di Marina di Pisa e dell’intero Litorale pisano deve essere una priorità, sono molte le opere necessarie, ma quella sulla Cella 4 era sicuramente la più urgente. Si tratta di un investimento importante e atteso, che rappresenta una risposta concreta a una delle principali criticità del litorale pisano e un segnale di attenzione verso un territorio che riveste un ruolo strategico per l’economia, il turismo e le attività commerciali”.
“Accogliamo con grande soddisfazione lo stanziamento di ben 7,5 milioni di euro da parte della Regione Toscana, che ringraziamo per l’attenzione dimostrata con i fatti a Marina di Pisa e all’intero Litorale” – afferma il direttore generale di Confcommercio Pisa Federico Pieragnoli – “La difesa della costa è una priorità economica e sociale. La posta in gioco è altissima e riguarda il destino di attività, stabilimenti e abitazioni. Stanziare risorse per le opere di difesa significa investire e garantire un futuro a Marina di Pisa, alla comunità, al suo tessuto economico, oltre agli imprenditori che credono e investono nel Litorale pisano, un’area che da sola genera il 33% del Pil turistico provinciale”.