Pisa, 2 settembre 2026. Giovanni Garzella, ex assessore e per quattro mandati consigliere comunale a Pisa, interviene sul cambio di denominazione della stazione ferroviaria di Pisa San Rossore: ecco il suo comunicato.
TORRE DI PISA SÌ, MA SAN ROSSORE DEVE RESTARE: È PARTE DELLE NOSTRE RADICI CRISTIANE E STORICHE
Sono favorevole a inserire oltre a San Rossore il nome Torre di Pisa nella dizione della stazione: è un riferimento immediato per i turisti, valorizza il simbolo universale della nostra città e rende immediatamente riconoscibile la destinazione.
Seppur da un punto di vista diverso condivido la posizione del presidente del Parco Lorenzo Bani sulla necessità appunto di mantenere anche San Rossore.
E vorrei sottolineare una ragione che forse merita di essere maggiormente ricordata: quel nome custodisce una parte antichissima delle radici cristiane di Pisa.
San Rossore deriva infatti da San Lussorio, funzionario romano di Cagliari che si convertì al cristianesimo e, durante le persecuzioni dell’imperatore Diocleziano, fu martirizzato e decapitato a Forum Traiani, l’attuale Fordongianus in Sardegna, il 21 agosto del 304 d.C.
Secoli dopo, nell’XI secolo, le sue reliquie giunsero a Pisa, nel periodo della grande Repubblica Marinara. Vicino all’Arno sorse un monastero dedicato al martire e, attraverso i secoli, il nome di San Lussorio si trasformò fino a diventare quello che tutti conosciamo: San Rossore.
Non parliamo quindi semplicemente del nome di una località. Parliamo di oltre mille anni di storia pisana e di una memoria cristiana ancora presente nella nostra città.
Una testimonianza straordinaria di questo legame è conservata ancora oggi a Pisa: il cranio del Santo è custodito nel celebre reliquiario a busto di San Rossore realizzato da Donatello, oggi al Museo Nazionale di San Matteo. Un’opera d’arte che unisce fede, storia e cultura e che dimostra quanto profondamente questo nome appartenga alla nostra identità.
A questa storia religiosa si aggiunge poi quella civile e istituzionale: San Rossore divenne Tenuta granducale e successivamente Tenuta Reale dei Savoia, e la stessa stazione è legata alla presenza della famiglia reale e al suo treno.
Per questo credo che modernizzare e valorizzare non debba significare cancellare. Una città consapevole della propria identità può guardare al futuro proprio perché conosce, custodisce e tramanda le proprie radici.
La soluzione che ritengo più bella e completa è quindi:
TORRE DI PISA – SAN ROSSORE
La Torre dice al mondo dove siamo.
San Rossore racconta chi siamo, la nostra storia e le nostre radici cristiane.