L’associazione ambientalista La Città Ecologica: “Progetto su viale delle Piagge-via Maccatella: sbagliato e illegittimo. Nell’area altro cemento dal Poc”.
Ecco il comunicato.
Pisa 27 agosto 2026. Il progetto parte non da una pianificazione pubblica ma da una proposta privata, dell’A.N.C.E. (Associazione Nazionale Costruttori Edili) di Pisa, che ha offerto a Pisamo, proprietaria dell’area, di realizzarvi un’area sportiva. In particolare si è proposta per effettuare la progettazione esecutiva di un’area composta da un campo da basket, corredato di gradonate e di un’area per l’attività sportiva e di un parcheggio a raso e la realizzazione a proprie spese dell’area sportiva.
La proposta, visto che l’impianto sportivo con tanto di tribune e parcheggio, dunque agonistico e attrattivo, è situato in area sensibile-protetta e accanto ad abitazioni esistenti, andava gentilmente declinata almeno in quel luogo. Invece la Giunta con Delibera n. 347 del 18/12/2025 la accoglie entusiasticamente.
Nella fretta dettata dall’entusiasmo la Giunta tralascia però di verificare aspetti tecnici fondamentali: dichiara che l’opera è conforme alle previsioni urbanistiche sull’area, ma la cosa non è vera.
Sull’area vige attualmente il Regolamento Urbanistico del Comune di Pisa che la individua come AREA AGRICOLA S.MICHELE all’interno del PARCO URBANO con la scheda-norma n° 06.1 CISANELLO – AREA FILTRO VERDE (PU 06.1 come da cartografia allegata). Nel relativo Piano Attuativo l’area viene individuata come UMI 5 e in essa non sono previsti impianti sportivi né la strada a due corsie (perché nel progetto PISAMO c’è anche quella anche se se ne parla poco) con oltre il 70% a destinazione agricola. Non conforme, quindi non si può fare.
Purtroppo quest’area subisce con il POC adottato un ulteriore attacco. Proprio in quella che era un’area destinata a Parco Urbano il POC introduce all’estremo ovest un’area edificabile B1 per una estensione da noi calcolata approssimativamente di 3000 mq che con un indice di copertura del 30% e un numero 2 di piani produrrebbe 1.800 mq di Superficie Edificata, convenzionalmente 18 appartamenti. Forse questo spiega anche la presenza della nuova strada, altrimenti incomprensibile. Altri validi motivi per non andare all’approvazione del POC adottato.
Ci sembra che ci siano tanti validi motivi per opporsi all’insieme delle previsioni su quest’area e bene hanno fatto abitanti e comitati a mobilitarsi. Forse il gioco del basket, che ha agitato il sonno di qualche nostalgico, è il minore dei problemi e potrebbe trovare attuazione in altre zone della città che a oggi sono sprovviste di tali impianti.
Turismo, Gualtieri (Fisascat CISL Pisa): “Crescita e qualità del lavoro devono procedere insieme”
Ecco il comunicato della Cisl pisana.
Il turismo pisano continua a rappresentare un comparto importante e diversificato, capace di tenere insieme città d’arte, costa e turismo diffuso.
I dati della Nota congiunturale IRPET sulle province toscane, relativa al primo trimestre 2026, letti con la necessaria prudenza, registrano per Pisa una crescita delle presenze turistiche del 5,5%, in linea con la media regionale (+5,3%), e confermano una dinamica positiva delle presenze già emersa nel 2025. Non assumiamo le variazioni trimestrali come previsione dell’intero anno, ma come un segnale che rafforza la centralità del settore nell’economia provinciale.
La lettura della Fisascat CISL.
“I dati, letti insieme alle dinamiche occupazionali che registriamo quotidianamente nel settore, ci restituiscono un turismo che continua a rappresentare un motore importante dell’economia e dell’occupazione toscana” – afferma Alessandro Gualtieri commissario FISASCAT CISL Pisa. La tendenza positiva, pur con differenze rilevanti tra territori e con la necessaria cautela nell’interpretare dati stagionali e ancora provvisori, per la Fisascat CISL deve diventare l’occasione per fare un salto di qualità nelle politiche del lavoro” – continua Gualtieri. Il problema non è soltanto la retribuzione prevista dai contratti nazionali. Incidono in modo decisivo anche quante ore e per quanti mesi si riesce effettivamente a lavorare durante l’anno. È qui che pesano la forte stagionalità e il part-time involontario, che possono comprimere il reddito annuo e, nel tempo, anche la futura posizione previdenziale dei lavoratori”, precisa Gualtieri. “Per Pisa la sfida è trasformare questa crescita in maggiore continuità occupazionale. La presenza contemporanea di turismo urbano, costiero e diffuso può consentire di lavorare sull’allungamento della stagione e sulla riduzione dei periodi di inattività, intervenendo allo stesso tempo sui part-time involontari”, afferma Gualtieri.
Le proposte della FISASCAT CISL.
“Dati alla mano riteniamo necessario un intervento su più livelli. A livello nazionale chiediamo da tempo una revisione degli ammortizzatori sociali dedicati ai lavoratori stagionali del turismo, capace di garantire maggiore continuità di reddito e di contribuzione previdenziale nei periodi di fermo, collegando tutela, formazione e politiche attive”, continua Gualtieri.
“Alla Regione Toscana chiediamo invece di aprire un confronto con le parti sociali per costruire misure selettive che incentivino realmente l’allungamento dei contratti stagionali e l’aumento delle ore per chi è occupato con un part-time involontario. Esperienze già realizzate in altre regioni, come la Liguria — dove il Patto per il Lavoro nel Turismo, sottoscritto anche da Fisascat CISL Liguria insieme a Filcams CGIL e UILTuCS, prevede bonus differenziati per la stabilizzazione e incentiva il part-time solo con un impegno orario di almeno 28 ore settimanali — dimostrano che è possibile utilizzare le risorse pubbliche per premiare chi prolunga la durata dei rapporti e investe sulla stabilità dell’occupazione. Un altro punto centrale è il contrasto al dumping contrattuale. L’art. 139 della l.r. 61/2024 (Testo Unico del Turismo) indica con chiarezza il riferimento ai contratti collettivi nazionali sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative e agli accordi sindacali di secondo livello. È una previsione importante, ma per essere davvero efficace ha bisogno di verifiche e monitoraggi sulla sua concreta applicazione”, dice Gualtieri.
“Infine rivolgiamo un appello alle associazioni datoriali: serve una nuova stagione di contrattazione territoriale di secondo livello. Non soltanto per gli aspetti economici, pur importanti, ma anche per utilizzare pienamente le opportunità che i contratti nazionali affidano al territorio: organizzazione del lavoro, stagionalità, orari, conciliazione vita-lavoro, welfare, formazione, sicurezza e produttività. Lasciare inutilizzato il secondo livello significa rinunciare a uno degli strumenti più efficaci per governare le specificità dei diversi sistemi turistici toscani”, conclude la nota della FISASCAT CISL Pisa.
Masterplan della costa, interventi anti-erosione anche a San Rossore. Negli ultimi 40 anni persi 100 metri di arenile
«Un importante segnale di attenzione alla spiaggia naturale di San Rossore dove l’erosione sta mettendo a rischio ecosistemi di assoluto pregio ambientale come le dune e le lame». Così il presidente del Parco Lorenzo Bani commenta il masterplan della costa presentato dalla Regione Toscana per proteggere il litorale toscano dall’erosione, azioni per 500 milioni di euro di cui 166 milioni nei prossimi 10 anni. «A fianco degli interventi che si concentrano sulle zone abitate e dove insistono le attività economiche, come Marina di Pisa e Tirrenia – continua Bani – è positivo che il piano preveda iniziative anche per le zone di alto valore naturale: proteggendo l’ambiente proteggiamo il territorio in cui viviamo, il nostro benessere e la nostra qualità della vita».
Il masterplan mette in luce le criticità del tratto compreso tra Boccadarno e Bocca di Serchio, una delle poche spiagge non alterate dalla realizzazione degli stabilimenti balneari e lasciata in evoluzione naturale, ma minacciata dell’erosione. Oltre 10 chilometri di costa che negli ultimi 40 anni sono arretrati, a seconda dei punti, tra gli 85 e i 105 metri. L’ampiezza media dell’arenile è di 20 metri e con valori minimi addirittura inferiori ai 10 metri, in alcuni punti l’erosione è arrivata a tagliare e a far crollare le dune. Per fare un paragone, il tratto a nord di Bocca di Serchio ha un’ampiezza media di 50 metri, mentre l’arenile sopra Torre del Lago è ancora più esteso: in questa zona settentrionale del Parco c’è infatti il fenomeno opposto dell’avanzamento della linea di costa.
Il piano della Regione prevede interventi di ripascimento anche utilizzando una parte dei sedimenti raccolti al porto di Viareggio, che invece ha il problema dell’insabbiamento, e opere sommerse a protezione, azioni che seguono le sollecitazioni, le proposte e le considerazioni effettuate dal presidente Bani e da esperti del settore. «I lavori aiuteranno a proteggere dune e lame, ambienti naturali caratteristici del Parco ricchi di biodiversità e capaci di accogliere tantissime specie vegetali e animali tra cui, gli arbusti caratteristici della macchia mediterranea, il fratino, piccolo volatile specie bandiera del benessere delle spiagge, e decine di migliaia di uccelli che qui trovano rifugio durante le migrazioni – conclude Bani – le risorse attualmente permettono una parte di questi interventi, ma serve realizzare tutto quanto è stato individuato come necessario. Per questo, come hanno dichiarato Giani e Barontini, è fondamentale che insieme alle risorse già messe in campo dalla Regione si aggiungano i finanziamenti governativi che potranno essere erogati con le nuove linee di finanziamento europeo del settennato che partirà a gennaio 2028. Anche a Roma si devono rendere conto che il contrasto ai cambiamenti climatici è una priorità»