
San Giuliano Terme, 26 luglio 2026. Carichi di lavoro nella propria professione crescenti e difficili da conciliare. Sono questi i motivi delle dimissioni di Marco Balatresi, assessore con delega a polizia municipale e sicurezza, protezione civile, servizi demografici e semplificazione amministrativa, formalizzate venerdì scorso in accordo con il sindaco Matteo Cecchelli. Le ha spiegate il diretto interessato in una nota di ringraziamento indirizzata al primo cittadino ma anche ai colleghi assessori e ai dipendenti comunali: “E’ una decisione maturata a seguito del recente e significativo aumento dei miei impegni professionali, con il mio ingresso lavorativo nel nucleo regionale dei Conti Pubblici Territoriali, avvenuto nel mese di Maggio, che mi ha posto di fronte alla necessità di compiere una scelta” (Balatresi, nella foto, è un dipendente della Regione Toscana ndr).
“Ritengo – dice Balatresi – che le istituzioni debbano essere servite con serietà, presenza e piena disponibilità e quando queste condizioni rischiano di venire meno, è doveroso lasciare la responsabilità delle deleghe a chi possa esercitarle con tutto il tempo e l’attenzione necessari perché la politica deve essere innanzitutto impegno, responsabilità e servizio verso la comunità. È con questo spirito che ho svolto il mio incarico in questi due anni e con lo stesso senso di responsabilità ho assunto questa decisione”.
Poi i ringraziamenti. “al sindaco per la fiducia che mi ha accordato e per il rapporto di collaborazione, lealtà e cordialità che ha caratterizzato il nostro lavoro, alle colleghe e colleghi della Giunta, con i quali ho condiviso un percorso intenso e importante, mantenendo rapporti umani e istituzionali solidi e positivi, ai dirigenti, i responsabili, le dipendenti e i dipendenti dell’amministrazione comunale, che ho avuto modo di conoscere e apprezzare per la grande professionalità, la competenza e la costante disponibilità e alle associazioni, le realtà del volontariato e i soggetti del territorio con i quali ho collaborato, per il contributo prezioso offerto quotidianamente alla nostra comunità”. Il pensiero di Balatresi va anche “ai giorni dell’incendio del Monte Faeta, momenti durissimi, affrontati da un’intera comunità con grande responsabilità, solidarietà e spirito di collaborazione. Desidero rinnovare il mio più profondo ringraziamento a tutte le istituzioni coinvolte, alle forze dell’ordine, ai vigili del fuoco, alle associazioni, ai volontari, ai professionisti, agli operatori e ai cittadini che hanno collaborato nella gestione dell’emergenza. È anche grazie al loro straordinario impegno se un evento così grave si è concluso senza che vi fossero persone ferite. Al sindaco e all’intera Giunta rivolgo infine il mio più sincero augurio di buon lavoro – ha concluso- nella convinzione che proseguiranno con impegno e determinazione nell’interesse di San Giuliano Terme e dei suoi cittadini”.
A Balatresi, eletto in consiglio comunale nella lista civica “Immagina” arrivano i ringraziamenti del primo cittadino: “Lo ringrazio di cuore per l’impegno, la competenza e la sempre leale e franca collaborazione che ha profuso in questi due anni, oltreché per l’amicizia che non verrà certo meno con la sua uscita dalla Giunta – ha detto Cecchelli-. Dispiace che importanti impegni professionali, lo allontanino un po’ dalla squadra che sta governando San Giuliano Terme dal giugno 2024, ma sono certo che la sua vicinanza, sia pure in forme e modalità diverse, non verrà certo meno nei mesi avvenire”.
Le deleghe dell’assessore Balatresi sono state assunte pro tempore dal sindaco in attesa di riassegnarle alla ripresa dell’attività del consiglio comunale, subito dopo la pausa estiva.
Il Pd di San Giuliano sul caso Fakir
Il Partito Democratico di San Giuliano Terme, Unione comunale, esprime “sincera vicinanza alla famiglia di Abderrahim Fakir, morto in circostanze molto dolorose, le cui modalità dovranno essere appurate con chiarezza. Esprime anche solidarietà alla comunità di Bologna, che ha attraversato giorni difficili a causa di proteste che nulla avevano di democratico, e al sindaco Lepore, oggetto di critiche immotivate e strumentali, proprio nel momento in cui ha cercato di tenere insieme la comunità che governa convocando una pacifica e doverosa manifestazione di cittadini democratici. Le terribili immagini che ritraggono un uomo a terra, immobilizzato, che chiede aiuto richiamano alla memoria episodi della recente storia che mai avremmo voluto rivedere, come la morte per soffocamento di George Floyd nel 2020, immagini che indignarono il mondo intero. Il Partito Democratico ha piena fiducia nella magistratura, e chiede che ogni responsabilità venga accertata e sia assicurata la verità alla famiglia di Fakir, la quale, con grandissima dignità, attraverso la nipote, ha chiesto “non odio e vendetta, ma verità, giustizia e rispetto”.
Il Partito Democratico di San Giuliano Terme “ha anche piena fiducia nella polizia e nei suoi componenti, chiamati a svolgere compiti difficili spesso senza addestramento adeguato e con paghe insufficienti. Per questa ragione ritiene che quanto accaduto, se non chiarito a fondo, possa apparire come una macchia gravissima sulla divisa e sulla funzione che la forza pubblica rappresenta, sulla base del principio per cui, in uno Stato democratico, l’uso della forza deve essere esercitato entro limiti rigorosi, con responsabilità e rispetto della vita umana. Episodi di questo genere non devono ripetersi mai più. E’ l’obbligo che il PD chiede al governo, finora capace solo di provvedimenti di propaganda che non incidono né sulla reale sicurezza né sulle problematiche sociale; ed è l’impegno che porterà avanti in ogni istanza”.
Base militare e Bonifica Cisam, l’intervento di Diritti in Comune
“I fondi per la bonifica del reattore Galileo Galilei ci sono già, non c’entrano con il progetto della base militare. Sul futuro dell’area CISAM si svela l’ennesima bufala sulle compensazioni”. Sulla vicenda intervengono con una presa di posizione durissima i rappresentanti del gruppo Diritti in Comune: ecco la loro nota.
“Le carte parlano chiaro e smontano una volta per tutte la narrazione tossica delle istituzioni: la bonifica del reattore del CISAM è un atto dovuto per legge e un diritto della cittadinanza, già finanziato con canali ordinari ben prima del progetto della nuova sede dei gruppi di intervento speciale dei Carabinieri. Far passare gli interventi di risanamento come ‘opere di compensazione’, come si è preteso di fare nell’accordo di chiusura del tavolo interistituzionale di ottobre 2023 (ripreso poi nel DL Infrastrutture del 2024), è una gigantesca mistificazione e una vera e propria truffa comunicativa ai danni della città.”
Che le risorse per la decontaminazione fossero del tutto slegate dall’insediamento dei Carabinieri era un dato già noto e documentato. Già nel 2018 la società statale Sogin era stata incaricata di redigere lo studio di fattibilità per il decommissioning dell’impianto. Non solo: la Delibera n. 14/2020 della Corte dei Conti sulle “Bonifiche del Settore Difesa” aveva già sanzionato i ritardi nei percorsi di risanamento, evidenziando come la bonifica fosse un obbligo vincolante del Ministero con capitoli di spesa autonomi e che avrebbe dovuto essere già conclusa nel 2020.
“La sicurezza ambientale e la salute dei cittadini non sono una merce di scambio,” incalzano da Diritti in Comune. “Ci hanno raccontato che senza i 520 milioni previsti per la base non si sarebbe potuta fare la bonifica. Oggi ribadiamo che i fondi del nucleare esistono da oltre vent’anni. Il Decreto conferma finalmente ciò che abbiamo sostenuto fin dall’inizio: i 520 milioni di euro non servono a bonificare il CISAM. Servono a costruire una nuova infrastruttura militare nel cuore del Parco e a Pontedera, sottraendo enormi risorse pubbliche al welfare da destinare al warfare.“
Di fronte al nuovo quadro normativo, la richiesta della coalizione formata da Una città in comune e Rifondazione Comunista Pisa si fa perentoria:
“Pretendiamo immediata chiarezza sui costi effettivi e tempi certi per la bonifica totale dell’area,” concludono da Diritti in Comune. “Questa deve essere l’occasione storica per smilitarizzare il CISAM e restituire integralmente l’area all’uso civile, reintegrandola nella Tenuta di Tombolo all’interno del Parco Naturale di Migliarino, San Rossore e Massaciuccoli. La natura e il territorio non si barattano con nuove strutture militari.“