
Pisa, 10 agosto 2026. L’Unipi piange la perdita di Sergio Giudici (nella foto), scomparso all’età di 59 anni, Docente e ricercatore dell’Ateneo ed associato alla Sezione di Pisa dell’INFN, il professor Giudici è stato il primo direttore Museo degli Strumenti di Fisica. La camera ardente è aperta presso l’Hospice di via Garibaldi a Pisa. Il funerale si terrà domani, martedì 11 agosto, alle ore 15.45 a Rivoli (Torino).
Ecco il ricordo delle colleghe e dei colleghi del Dipartimento di Fisica, della Sezione di Pisa dell’INFN, del Museo degli Strumenti di Fisica, del Sistema Museale di Ateneo e del Corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria.
Docente e ricercatore dell’Università di Pisa ed associato alla Sezione di Pisa dell’INFN, Sergio ha interpretato il proprio ruolo con uno spirito aperto, eclettico e innovativo, offrendo contributi significativi in numerosi ambiti.
Dopo la laurea all’Università di Torino e il perfezionamento alla Scuola Normale Superiore, ha partecipato agli esperimenti NA48 e NA62 del CERN, dedicandosi alla fisica delle particelle ed approfondendo aspetti legati ai metodi Monte Carlo. Proprio da questa esperienza nacque l’idea di istituire un corso sui metodi Monte Carlo, molto apprezzato dagli studenti e dalle studentesse di fisica delle particelle e di fisica medica.
La sua curiosità e il desiderio di condividere la conoscenza lo hanno portato a dedicarsi con crescente impegno alla divulgazione scientifica. Nel 2014 è diventato responsabile della Ludoteca Scientifica, un’iniziativa che ogni anno avvicina alla scienza migliaia di studentesse e studenti delle scuole di ogni ordine e grado. Questa esperienza è proseguita con la nascita del Museo degli Strumenti di Fisica (Sistema Museale d’Ateneo) di cui Sergio è stato il primo direttore. In questo ruolo ha contribuito in modo determinante alla crescita del Museo e della Ludoteca, promuovendo numerose attività rivolte alle scuole e al grande pubblico, fra le quali il Festival Luna50 nell’estate del 2019 e il Festival di Teatro e Scienza “Immagina” nel 2025. È stato promotore, inoltre, della progettazione iniziale e del coordinamento per l’Università di Pisa di STEM UP, un’iniziativa di orientamento e formazione nelle discipline scientifiche sostenuta dal Fondo per la Repubblica Digitale.
Il costante confronto con studenti, studentesse e docenti delle scuole ha alimentato anche il suo profondo interesse per la formazione degli insegnanti. Con entusiasmo e passione ha contribuito alla nascita del Corso di laurea destinato ai futuri maestri e alle future maestre, partecipando alla progettazione e alla docenza dell’insegnamento di Fondamenti e didattica della fisica e della chimica.
Persona eclettica e di vasta cultura, Sergio affiancava all’amore per la fisica una profonda passione per la musica, in particolare per quella barocca. Questa passione lo ha portato ad organizzare incontri dedicati al dialogo tra musica e scienza, un percorso culminato anche nella pubblicazione del volume divulgativo “Musica, scienza e linguaggio”.
Le colleghe e i colleghi lo ricordano con profondo affetto e gratitudine per la generosità, l’entusiasmo e la dedizione con cui ha saputo condividere la sua conoscenza e le sue passioni.
Il cordoglio del Comune: “Pisa perde una mente brillante, desiderosa di sapere e di corrispondere le conoscenze”
Anche l’Amministrazione comunale di Pisa esprime profondo cordoglio per la scomparsa di Sergio Giudici e si stringe con affetto ai familiari e a tutte le persone che gli hanno voluto bene.
«L’Università di Pisa e la nostra cultura cittadina – dichiara l’assessore al Turismo Paolo Pesciatini – con la scomparsa del professor Sergio Giudici perdono una mente brillante, desiderosa di sapere e di corrispondere le conoscenze. Sergio Giudici era capace di grandi sintesi divulgative e di unire saperi umanistici e scientifici in una visione unitaria della cultura. Insieme a lui, con una immediata intesa, abbiamo dato vita alle celebrazioni dedicate a Galileo, collaborato alle giornate di Fibonacci e Luna50: non potremo dimenticarlo e a lui dedicheremo le prossime edizioni che l’Amministrazione Comunale continuerà ad organizzare per le giornate di Galileo e di Fibonacci rispettivamente ogni 15 febbraio e 23 novembre».
Un reperto del Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa diventa riferimento mondiale
Un reperto del Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa diventa il riferimento mondiale per la chiocciola fasciata
Il risultato dello studio pubblicato sulla rivista Deinsea garantisce la stabilità del nome scientifico di una delle specie di chiocciole più studiate al mondo
Un piccolo esemplare conservato da secoli nelle collezioni del Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa è diventato il nuovo punto di riferimento mondiale per una delle chiocciole più studiate dalla scienza. Si tratta della chiocciola fasciata (Cepaea nemoralis), specie utilizzata da oltre cent’anni come organismo modello per studiare la genetica delle popolazioni, il polimorfismo del guscio e i processi evolutivi.
Uno studio pubblicato sulla rivista Deinsea, dal titolo Protecting the names of Cepaea nemoralis (Linnaeus, 1758) and some other well-known helicoids, ha infatti designato come lectotipo della specie un esemplare conservato nelle collezioni del Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa. Il lavoro è firmato da Marijn T. Roosen, Antonio Callea, collaboratore del Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa, e Menno Schilthuizen.
Per raggiungere questo risultato, gli autori hanno riesaminato il materiale originale utilizzato da Linneo nel 1758 per descrivere la specie. L’analisi ha mostrato che molti degli esemplari storicamente associati a Cepaea nemoralis appartengono in realtà a un’altra specie, Cepaea hortensis, mentre altri risultano perduti o di attribuzione incerta.
Questa situazione avrebbe potuto creare instabilità nella nomenclatura zoologica ed avere conseguenze per la letteratura scientifica e per tutti gli studi condotti su questa specie.
Per evitare questo scenario, i ricercatori hanno individuato come lectotipo, ovvero come esemplare di riferimento, l’esemplare MSNUP 2376, conservato nelle collezioni zoologiche del Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa. Il reperto appartiene alla storica collezione di Niccolò Gualtieri, era già stato illustrato nel 1742 e fu successivamente utilizzato da Linneo nella descrizione della specie del 1758.
Secondo gli autori, si tratta dell’unico sintipo oggi disponibile la cui attribuzione a Cepaea nemoralis non risulta controversa. La sua designazione permette quindi di preservare l’uso del nome scientifico così come è stato impiegato dalla comunità scientifica negli ultimi due secoli.
Il lavoro evidenzia il ruolo fondamentale delle collezioni museali nella ricerca contemporanea, i cui reperti non solo una testimonianza del passato, ma anche una risorsa scientifica indispensabile.