Riscritta la mappa delle specie di Armeria in Italia, il nostro Paese secondo centro mondiale di biodiversità per questo genere

Pisa, 1 settembre 2026. Lo studio coordinato dall’Università di Pisa risolve oltre un secolo di incertezze: una specie attribuita alla flora italiana vive in realtà solo nei Balcani, mentre le popolazioni del Pollino vengono riconosciute come specie autonoma.
La mappa delle specie di Armeria in Italia è stata riscritta. Un nuovo studio coordinato dall’Università di Pisa ha ridefinito la distribuzione e la classificazione di queste piante mediterranee nella penisola e in Sicilia, chiarendo incertezze che duravano da oltre un secolo.
La ricerca, pubblicata sulla rivista internazionale TAXON, ha accertato che Armeria canescens, a lungo attribuita alla flora italiana, cresce in realtà soltanto nei Balcani e ha riconosciuto come specie autonoma Armeria pollinensis, presente nel Massiccio del Pollino, tra Basilicata e Calabria. Lo studio identifica dieci specie endemiche dell’area esaminata e porta a quindici il numero complessivo delle Armeria endemiche italiane, confermando il nostro Paese come secondo centro mondiale di biodiversità per questo genere dopo la penisola iberica.
«La classificazione delle specie non è una semplice questione di nomi, ma è il punto di partenza per conoscere e tutelare la biodiversità – spiega il professor Lorenzo Peruzzi del Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa, coordinatore dello studio – Integrando dati genetici, morfologici e cromosomici siamo riusciti a fare chiarezza in un gruppo particolarmente complesso, correggendo attribuzioni consolidate da tempo e fornendo una base più solida per le future ricerche sulla distribuzione, l’evoluzione e la conservazione di queste piante».
Primo autore dello studio è Manuel Tiburtini, classe 1995, originario di Fermo e dottore di ricerca in “Biology” dell’Università di Pisa. La sua tesi di dottorato, dedicata proprio alla sistematica di Armeria, ha ricevuto il “Premio Internazionale di Dottorato” conferito dalla Società Botanica Italiana alla migliore tesi in Botanica sistematica. Il riconoscimento gli sarà consegnato durante il 121° Congresso della Società, in programma a Reggio Calabria dal 2 al 5 settembre.
Dal punto di vista metodologico, la ricerca ha integrato analisi del DNA, misurazioni delle piante e dei semi e studio dei cromosomi. Sono state analizzate 21 popolazioni, per un totale di 409 campioni d’erbario e oltre duemila semi. L’impiego di modelli statistici avanzati ha permesso di individuare differenze difficili da riconoscere con le analisi tradizionali.
Lo studio, coordinato dal PLANTSEED Lab del Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa, ha coinvolto il Centro per la conservazione della biodiversità dell’Università di Cagliari, il Centro ricerche floristiche dell’Appennino dell’Università di Camerino e del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, Sapienza Università di Roma, l’Università della Calabria, l’Università di Napoli Federico II e l’Università di Palermo.
La ricerca è stata realizzata nell’ambito del progetto PRIN “PLAN.T.S. 2.0 – towards a renaissance of PLANt Taxonomy and Systematics”, guidato dall’Università di Pisa e coordinato dal professor Lorenzo Peruzzi.
Pisa punto d’incontro della geografia italiana: intelligenza artificiale e territorio al centro delle Giornate della Geografia 2026
Dal 6 all’8 settembre 2026 il Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell’Università di Pisa ospiterà le “Giornate della Geografia 2026”, il convegno nazionale dell’Associazione dei Geografi Italiani (AGeI), presieduta da Elena dell’Agnese (Università Milano-Bicocca).
Per tre giorni, geografe e geografi provenienti da tutta Italia si riuniranno a Pisa per il loro appuntamento annuale, quest’anno dedicato al tema “Intelligenza artificiale e saperi geografici. Sfide etiche, educative, territoriali”.
L’Università di Pisa è stata scelta come sede del convegno per le ricerche condotte sull’intelligenza artificiale nei diversi ambiti disciplinari dell’Ateneo, a cui la geografia pisana ha contribuito con le attività di ricerca svolte da Michela Lazzeroni e Antonello Romano nell’ambito del progetto PNRR FAIR (Future Artificial Intelligence Research).
Il programma delle giornate, che è riflette questa impostazione interdisciplinare, si aprirà lunedì 7 settembre con la sessione plenaria incentrata sul rapporto tra intelligenza artificiale e città algoritmica. A seguire si terranno tre tavole rotonde con studiose e studiosi provenienti da università ed enti di ricerca italiani e internazionali, in cui la prospettiva geografica sarà messa a confronto con gli approcci tecnologico, filosofico, giuridico, pedagogico e ambientale.
A precedere i lavori scientifici, che si svolgeranno il 7 e l’8 settembre al l Polo della Memoria San Rossore 1938, l’escursione di domenica 6 settembre nella città di Pisa dedicata al rapporto tra patrimonio storico e trasformazione urbana.
L’evento è organizzato da AGeI e dal Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell’Università di Pisa e nell’ambito del progetto di Eccellenza.