Il ricordo della Romagna e i lavori per Marina

Autore: Antonio Scuglia

Data: 03/08/2026

Cecchelli: “La Costituzione nasce anche da luoghi come la Romagna”

San Giuliano Terme,lunedi 3 agosto 2026 . “La nostra Costituzione nasce anche da luoghi come questo, dal sacrificio di chi ha sofferto, resistito e scelto la libertà invece della paura. La memoria non ci chiede solo di ricordare ciò che è accaduto ma ci chiama ogni giorno a scegliere da che parte stare: da quella della democrazia contro ogni autoritarismo, della libertà contro ogni oppressione e dalla parte della pace contro ogni guerra”. C’è il valore profondamente attuale della memoria al centro della’82esima commemorazione dell’eccidio della Romagna, organizzata dal Comitato interparrocchiale dell’Azione Cattolica per le onoranze ai “Martiri della Romagna” e celebrata pure quest’anno la prima domenica di agosto davanti al sacrario sopra Molina di Quosa, realizzato nel luogo in cui, nella notte fra il 6 e il 7 agosto 1944, le SS naziste, con la collaborazione dei fascisti locali, operarono un rastrellamento che si concluse con la cattura di 300 uomini e una donna, Livia Gereschi, insegnante di tedesco che si era offerta come mediatrice, 69 dei quali, Gereschi inclusa, furono fucilati l’11 agosto in diverse località comprese fra Filettole, Balbano e Quiesa.

Ce l’ha messa in sindaco di San Giuliano Terme Matteo Cecchelli, che ha ricordato pure come “custodire la memoria significhi anche educare le nuove generazioni perché nessuno nasce conoscendo la storia e la memoria va trasmessa, raccontata, condivisa perché è un patrimonio collettivo che vive solo se trova nuove voci capaci di raccontarlo”. Ma lo stesso ha fatto pure il presidente della Provincia Massimiliano Angori: “Vogliamo pensare che le vittime della Romagna non siano morte invano perché è anche da quel dolore che nasce la nostra Repubblica e che abbiamo potuto vivere oltre ottant’anni di pace, democrazia e rispetto dei diritti fondamentali – ha detto-. Mai come oggi, però, la loro lezione ci guida e ci chiama a praticare una “nuova Resistenza” in accezione moderna, una resistenza civile e culturale per difendere la pace, la convivenza democratica e la coesione sociale”. Ha fatto altrettanto don Lorenzo Correnti, vice cancelliere della Curia arcivescovile, ma anche “bagnaiolo” come si è definito lui stesso, originario di San Giuliano Terme. Che durante l’omelia ha tracciato un parallelo fra la morte di Giovanni Battista, fatto decapitare da Erode per compiacere i desideri della giovanissima Salomè e soprattutto di Erodiade, madre di quest’ultima, le vittime della Romagna e quelle innocenti di qualunque guerra: il filo rosso che le unisce è la volontà del potere, spesso per assecondare un capriccio o per dare prova della propria forza, “di spegnere la voce della verità e della profezia, anche se – ha aggiunto- il fatto che, a 82 anni di distanza, oggi si sia qua a commemorare quell’eccidio significa che quella voce è ben lungi dall’essere spenta”.

Hanno parlato di fronte al sacrario, davanti alle bandiere italiana, dell’Ue e dell’Azione Cattolica, ai gonfaloni del comune di San Giuliano Terme e della Regione Toscana, e all’emblema della Filarmonica Sangiulianese che ha animato la celebrazione. Poco più sotto le bandiere e i fazzoletti dell’Anpi, con il presidente provinciale Bruno Possenti. Dal sacrario, invece, ha parlato Maria Elena Unida, 20 anni, studentessa di medicina, in rappresentanza della Pastorale giovanile del vicariato della Val di Serchio. Presente per il comune di Pisa anche l’assessore alle politiche educative Riccardo Buscemi.

Subito dopo il sindaco Cecchelli è sceso giù Molina di Quosa per festeggiare i 100 anni di Franca Roventini, sì la storica parrucchiera del paese, ma anche antifascista convinta che in negozio, alle clienti in sala d’attesa, raccontava la storia dei tragici eventi dell’estate del ‘44 nel lungomonte pisano, un impegno che ha portato avanti per tutta la vita incontrando, anche nell’ambito del “Progetto Memoria” dell’amministrazione comunale, gli studenti delle scuole del territorio per raccontare la vita quotidiana sotto l’occupazione nazifascista, la fame, i rastrallemanti e l’eccidio della Romagna. A lei il sindaco Cecchelli ha consegnato un mazzo di fiori e una targa con la scritta: “A Franca Roventini, per il suo centesimo compleanno, con profonda gratitudine per aver trasmesso alle nuove generazioni il valore della storia vissuta e della memoria quale instancabile testimone del tempo, affinché il sacrificio di chi ha lottato per la libertà non venga mai dimenticato”. E’ a quel punto che Franca Roventini ha cominciato a intonare “Bella Ciao”, accompagnata da tutti i presenti.

La città Ecologica: “Marina, bene i finanziamenti ma non bastano”

Pisa, 3 agosto 2026. “Finalmente sembra che si vada al completamento della cella n. 4, quella per il quale la Regione aveva commissionato al Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale (Laboratorio di Ingegneria Marittima) dell’Università di Firenze, uno studio sulle modifiche da apportare per garantire ad essa lo stesso livello di protezione delle celle 6 e 7, sempre in ghiaia, che hanno sempre funzionato egregiamente”.

Così l’associazione ambientalista La Città Ecologica APS, che continua:
“Sembra che lo stanziamento di 7,5 milioni sarà utilizzato in primo luogo per ripascere e allargare verso mare la diga soffolta dal momento che i lavori del primo stralcio su di essa non sono risultati sufficienti a produrre un’efficace riduzione dell’energia del moto ondoso essendo essa ancora troppo stretta e troppo vicina alla battigia. Poi si andrebbe ad un consistente ripascimento in ghiaia della cella stessa, ad oggi quasi completamente scarica.
Se è così c’è da esprimere soddisfazione ed auspicare che le fasi di gara ed aggiudicazione dei lavori siano solleciti in modo che la fase realizzativa possa partire il più presto possibile. Preoccupante che si parli di lavori nel 2027: passare l’autunno e l’inverno nelle condizioni attuali espone l’abitato al rischio di nuovi allagamenti da mare.
Bene anche l’avvio, attraverso il progetto MED-IREN promosso da UNIFI, Regione, Comune di Pisa, Sant’Anna e finanziato da EU, al quale anche La Città ecologica partecipa come stakeholder, di un monitoraggio da parte di UNIFI e un lieve ripascimento della cella 5, anch’essa sensibilmente scarica. Altri consistenti finanziamenti sarebbero qui necessari.
Ma da qui ad affermare che con questi interventi il litorale sarà messo completamente in sicurezza dalle mareggiate e dall’erosione ce ne corre!
Già oggi nulla si sa di interventi sulla scogliera a protezione dell’accesso sud al Porto, di competenza di quella proprietà, che costituisce insieme alla cella 4 uno dei punti più critici dell’intero sistema di difesa dell’abitato.
Ma poi si pensa che i lavori alla cella 4 siano risolutivi in prospettiva per affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici? Non scherziamo!
Se le emissioni di gas serra continueranno al ritmo attuale, nel 2100 il livello del mare potrebbe aumentare da 50cm a 1,5m, con danni sempre maggiori per mareggiate e fenomeni estremi.
Un paese come il nostro con circa 8000 km di coste che avesse a cuore il proprio futuro dovrebbe elaborare un piano nazionale di adattamento e finanziarlo, altro che spendere 45 miliardi per armamenti!
Ma anche la Regione Toscana deve fare la sua parte. Essa ha circa 633 km di coste, molte di esse particolarmente a rischio per l’innalzamento del mare. Quale scenario la Regione vede per i litorali nei prossimi decenni? Occorre un piano generale di adattamento agli effetti dei cambiamenti climatici, che abbracci per l’area pisana almeno la costa da Livorno a Viareggio, affidato ad esperti di livello internazionale, che sappiano individuare metodi innovativi di difesa e di adattamento, metodi che coniughino efficacia e salvaguardia del paesaggio. Altro che 200 milioni per la Darsena Europa, verrebbe da dire”.