
(immagine elaborata con Google Gemini AI)
Salute del cervello: dall’8 all’11 ottobre visite e consulenze gratuite
Pisa, 8 ottobre 2026. In occasione della giornata mondiale della salute mentale, dall’8 all’11 ottobre, anche l’Aoup aderisce alla prima edizione dell’(H) Open Weekend sulla salute del cervello promosso da Fondazione Onda ETS, che coinvolge oltre 120 ospedali del network con il Bollino Rosa e i presidi dedicati alla salute mentale. L’iniziativa rappresenta un’evoluzione dell’(H) Open Day sulla salute mentale, ampliandone oggi il raggio d’azione per promuovere una visione integrata della salute del cervello, nella quale neurologia e psichiatria collaborano per intercettare precocemente i bisogni di salute della popolazione e accompagnare le persone verso percorsi di diagnosi, cura e assistenza appropriati.
I servizi offerti – visite, esami, consulti, incontri – sono disponibili nel motore di ricerca https://iniziative.fondazioneonda.it/ricerca sul sito di Fondazione Onda ETS, che consente di selezionare regione e provincia e visualizzare le strutture aderenti, le prestazioni disponibili e le modalità di accesso.
Ecco l’offerta in Aoup.
Visita per i sintomi di insonnia
Data e orario: 9 ottobre – dalle 14:30 alle 16.
Sede: Stabilimento ospedaliero di Santa Chiara – Edificio 5 – Unità operativa Psichiatria 2 – Ambulatorio Insonnia
Prenotazione obbligatoria: Si
indirizzo e-mail a cui prenotarsi: lpalagini@gmail.com
Note: Inviare mail specificando “Open Weekend sulla Salute del Cervello 2026”. La prenotazione avverrà in ordine cronologico fino a esaurimento dei posti disponibili.
Incontro di gruppo online con specialiste in Psichiatria, Psiconcologia, Psicoterapia e Psicologia sulla “chemobrain”, rivolto alle donne in cura al Centro senologico dell’Aoup. La “Chemobrain” è la percezione, da parte di alcune donne durante e dopo la chemioterapia, di soffrire di ridotte capacità cognitive (memoria, concentrazione, proprietà di linguaggio). Nel corso dell’incontro – che si tiene online sempre il 9 ottobre dalle 15 alle 17, verranno illustrati semplici esercizi di allenamento miranti a stimolare l’attenzione, la memoria, il processo decisionale e di apprendimento. Per informazioni e iscrizioni, da cui poi verrà inviato un link per partecipare, telefonare allo 050.993527 o scrivere una email a: valeria.camilleri@ao-pisa.toscana.it e teresa.vigilante.psi@gmail.com
Le iniziative sono coordinate dalla referente aziendale Bollini rosa Federica Marchetti.
“Formarsi per cooperare”: bella partecipazione all’evento dedicato a salute globale
Si è tenuta il 5 e il 6 ottobre la due giorni di “Formarsi per cooperare” dedicata alla salute globale e alla cooperazione sanitaria internazionale. L’evento si è svolto a Pisa, al centro direzionale dell’Azienda USL Toscana nord ovest, in via Cocchi. Responsabili scientifici dell’evento sono stati Maurizio Petrillo, referente per la cooperazione sanitaria internazionale dell’Azienda USL Toscana nord ovest, e Mojgan Azadegan, referente per la cooperazione sanitaria internazionale per l’Azienda ospedaliero universitaria pisana.
L’iniziativa ha rappresentato un’occasione di formazione e confronto sui principali temi della cooperazione, sulle disuguaglianze nell’accesso alla salute e sulle esperienze maturate dagli operatori sanitari nei contesti più fragili e complessi.
Le due giornate hanno proposto una riflessione sul significato della salute come diritto universale e sulla necessità di considerarla all’interno di un quadro più ampio, nel quale condizioni sociali, economiche e politiche incidono profondamente sulla salute delle persone e delle comunità.
Particolarmente significativa la lettura magistrale del professor Gavino Maciocco, dal titolo “L’attacco alla salute globale”, che ha affrontato i profondi cambiamenti dello scenario internazionale e le criticità che oggi caratterizzano le politiche di cooperazione e di salute globale. Al centro dell’intervento il progressivo indebolimento della cooperazione internazionale e le conseguenze che questo scenario può avere sul diritto alla salute e sulla sua centralità nell’agenda internazionale.
Nel corso della prima giornata ampio spazio è stato dedicato alle esperienze concrete di cooperazione sanitaria internazionale, con testimonianze e contributi che hanno permesso ai partecipanti di confrontarsi con le difficoltà operative e con le realtà sanitarie dei contesti più fragili. Tra queste, particolarmente significativa la testimonianza di professionisti sanitari dell’Azienda ospedaliero universitaria pisana impegnati negli ospedali di Gaza, che ha offerto uno sguardo diretto sulla realtà degli operatori sanitari che lavorano in un contesto segnato dal conflitto e dalla grave crisi del sistema sanitario.
La prima giornata ha affrontato inoltre gli aspetti più operativi della cooperazione, dalla progettazione alla gestione amministrativa e finanziaria dei progetti, insieme a un approfondimento sulla storia, sull’evoluzione e sulle prospettive della cooperazione sanitaria internazionale.
La seconda giornata ha approfondito i determinanti di salute e le disuguaglianze economiche, la salute materna e neonatale nei contesti di povertà, le malattie infettive e le nuove sfide legate alle patologie croniche nei paesi a basso e medio reddito.
Il programma ha inoltre previsto la presentazione di esperienze concrete maturate nell’ambito della cooperazione sanitaria internazionale e una tavola rotonda con associazioni, ONG e personale sanitario, favorendo il confronto tra istituzioni, professionisti e organizzazioni impegnate sul campo.
L’iniziativa ha coinvolto 35 professionisti provenienti dall’Azienda USL Toscana nord ovest, Azienda ospedaliero universitaria pisana (AOUP) e Fondazione Toscana Gabriele Monasterio (FTGM).
Per il 2027 è prevista una nuova edizione dell’evento, con l’obiettivo di ampliare la partecipazione e offrire a un numero maggiore di professionisti l’opportunità di approfondire i temi della cooperazione sanitaria internazionale e della salute globale.
Settimana dell’allattamento: grande partecipazione agli eventi dei consultori pisani
Si sono conclusi con un’ampia partecipazione e un clima di grande interesse gli appuntamenti promossi dalla unità funzionale consultoriale della Zona Pisana nell’ambito della Settimana mondiale dell’allattamento 2026. Le iniziative hanno coinvolto famiglie, futuri genitori, professionisti sanitari e volontari, offrendo momenti di informazione, confronto e sostegno sui temi dell’allattamento, della genitorialità e della salute dei più piccoli.
Il primo incontro si è svolto giovedì 1 ottobre, alla SMS Biblioteca di Pisa con l’evento “Un inizio sostenibile della vita”, dedicato alla promozione di stili di vita attenti alla salute e all’ambiente fin dai primi mesi di vita del bambino. Durante il pomeriggio, i volontari del progetto Nati per Leggere hanno approfondito il tema della lettura come strumento di promozione della salute. Le ostetriche Giulia Giovannelli e Cecilia Zanini della unità funzionale consultoriale di Pisa hanno illustrato il tema del “corredo verde e sostenibile”, mentre l’ostetrica Speranza Ferruzzi ha affrontato l’argomento de “Il portare come scelta sostenibile”.
La giornata di sabato 3 ottobre è stata invece dedicata a due iniziative parallele. Presso il consultorio di via Torino a Pisa, si è tenuto l’“Open day dell’allattamento al seno”. Nella prima parte della mattinata le ostetriche Stefania Antichi, Costanza Leocata e Cecilia Zanini hanno condotto un incontro dedicato all’alimentazione durante l’allattamento. Successivamente, le ostetriche hanno accolto cittadini e famiglie in un incontro collettivo a libero accesso, offrendo informazioni, orientamento e occasioni di confronto sui temi dell’allattamento. Contemporaneamente, presso la sala polifunzionale “I PASSI”, si è svolto l’incontro “Alimentazione complementare a richiesta”, dedicato all’approfondimento di un approccio che segue i ritmi e i bisogni del bambino. L’iniziativa è stata condotta dalla pediatra di libera scelta Sabina Ciotti.
Gli eventi hanno rappresentato un’importante occasione per promuovere la cultura dell’allattamento e sostenere le famiglie attraverso informazioni qualificate e momenti di condivisione, valorizzando al tempo stesso la collaborazione tra professionisti sanitari, volontari e realtà del territorio.
L’unità funzionale consultoriale della Zona Pisana ringrazia la SMS Biblioteca di Pisa e al Comune di Pisa per il patrocinio e il supporto garantiti alla realizzazione delle iniziative.
Peter, il ragno virtuale per il trattamento e la diagnosi delle fobie
Il lavoro a firma di bioingegneri e psicologi dell’Università di Pisa su Communications Psychology del gruppo Nature
Video coperture e interviste a Alberto Greco, bioingegnere dipartimento di Ingegneria dell’informazione UNIPI, Sergio Frumento, ricercatore dipartimento di Ingegneria dell’informazione UNIPI Arianna Galligani, studentessa magistrale UNIPI—> https://www.swisstransfer.com/dl/01a1159c-0c8d-737e-9fb4-de0575c5d6b5
Si chiama Peter, è un ragno virtuale che serve per il trattamento e la diagnosi delle fobie. La novità arriva dall’Università di Pisa ed è liberamente scaricabile per supportare psicologi e clinici nella valutazione dell’evitamento fobico, un tipo di comportamento tipicamente associato a diversi disturbi collegati all’ansia. Lo strumento è open source e tutto quello che serve è un visore di Realtà Virtuale.
L’articolo che documenta il lavoro svolto è apparso su Communications Psychology, rivista del gruppo Nature, a firma dei bioingegneri del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione e degli psicologi del Dipartimento di Patologia Chirurgica, Medica, Molecolare e dell’Area Critica dell’Ateneo pisano.
“Abbiamo costruito uno scenario che espone le persone alle loro paure replicando in realtà virtuale un test usato dagli anni ’60 dove le persone si trovano in un corridoio al termine del quale si trova un grosso ragno – spiega Sergio Frumento, ricercatore al Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Pisa – Ai partecipanti all’esperimento è stato chiesto di avvicinarsi al ragno il più possibile. Questo ci ha permesso di misurare in modo preciso il tempo in cui veniva portato a termine il compito, e la velocità della camminata”.
“Oltre a questo – aggiunge Alberto Greco, docente di bioingegneria al Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Pisa – abbiamo introdotto per la prima volta una differenziazione del comportamento evitante in diversi sottotipi, e questo è molto rilevante per poter scegliere il tipo di trattamento più adatto al paziente”.
L’analisi ha riguardato un campione di 75 partecipanti con livelli variabili di aracnofobia. Sulla base delle traiettorie seguite per avvicinarsi al ragno, lo studio ha individuato diversi tipi di evitamento, associabili a interpretazioni psicologiche diverse, e quindi a diversi trattamenti.
“Il prossimo passo sarà integrare il sistema con il rilevamento dei segnali fisiologici, come il battito cardiaco, per valutare in modo più approfondito lo stato di ansia del soggetto” conclude Greco.
Lo strumento messo a punto di ricercatori dell’Università di Pisa è liberamente scaricabile al link: https://doi.org/10.17605/OSF.IO/YN29T
Giornata mondiale della vista, da Pisa la sfida per proteggerla. Prevenzione, cura e riabilitazione le parole chiave
Quarantatré milioni di persone cieche e 295 milioni con una compromissione visiva moderata o grave: in totale circa 338 milioni di persone nel mondo vivono con una perdita della vista che può cambiare profondamente autonomia e qualità della vita. E si prevede che, entro 10 anni, metà della popolazione mondiale sviluppi miopia, qualora già predisposta, a causa principalmente dell’utilizzo eccessivo e prolungato di smartphone e pc.
Sono numeri che danno la misura di una grande emergenza sanitaria e sociale e che rendono ancora più importante la Giornata mondiale della vista, che si celebra in tutto il mondo giovedì 8 ottobre.
In Italia la Giornata è promossa dalla Fondazione Iapb (International agency for the prevention of blindness) Italia Ets, che anche quest’anno porta sul territorio screening, iniziative di sensibilizzazione e momenti di confronto per ricordare che la vista va protetta prima che sia troppo tardi.
La prevenzione e la diagnosi precoce sono fondamentali per tutte queste patologie, perché il fattore tempo può essere determinante per preservare la vista. Nel glaucoma, così come nelle maculopatie e nella retinopatia diabetica, accorgersi precocemente della malattia significa poter intervenire prima che la perdita della funzione visiva diventi grave e irreversibile. Nel glaucoma, in particolare, la malattia determina una progressiva perdita delle fibre del nervo ottico e, senza un adeguato intervento, della capacità visiva: prima viene diagnosticata, prima è possibile intervenire per rallentarne o arrestarne la progressione. Nelle maculopatie e nella retinopatia diabetica, anch’esse fortemente condizionate dal fattore tempo, la diagnosi e l’intervento precoci possono essere decisivi per conservare la funzione visiva.
In tutti questi casi, la precocità può fare la differenza: significa difendere la vista che ancora c’è e contrastare l’evoluzione verso una grave ipovisione o la cecità.
La prevenzione riguarda anche i più piccoli. Nei primi anni di vita riconoscere condizioni come l’ambliopia, il cosiddetto “occhio pigro”, può essere determinante per il corretto sviluppo della funzione visiva.
Ma la tutela della vista non finisce con la prevenzione.
Quando la vista è compromessa, la riabilitazione può restituire autonomia, capacità e qualità di vita.
Ed è proprio su questo tema che Pisa occupa un posto di particolare rilievo.
Pisa, un centro di riferimento per la riabilitazione visiva
Mercoledì 7 ottobre Pisa ha ospitato una delle due conferenze stampa organizzate in Toscana dalla Fondazione Iapb Italia in occasione della Giornata mondiale della vista.
Nella Sala delle Baleari del Palazzo comunale istituzioni, mondo universitario, sanità e associazionismo si sono confrontati sul futuro della prevenzione e della riabilitazione visiva.
Erano presenti il direttore dell’Unità operativa di Oculistica dell’Azienda ospedaliero-universitaria pisana Michele Figus, la direttrice sanitaria dell’Aoup Giuliana Fabbri, l’assessora alle politiche socio-sanitarie del Comune di Pisa, Giovanna Bonanno, Giorgio Ricci, delegato regionale della Fondazione Iapb Italia, Cinzia Novara dell’Uici (Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti) di Pisa, e Massimo Diodati, presidente del Consiglio regionale Uici.
Al centro dell’incontro il ruolo di Pisa nella rete toscana della prevenzione e della riabilitazione visiva.
Nell’Unità operativa di Oculistica dell’Azienda ospedaliero-universitaria pisana ha sede il Cerv-Centro regionale per l’educazione e la riabilitazione visiva di Pisa, uno dei primi nel settore e oggi punto di riferimento per la presa in carico delle persone con disabilità visiva, con circa 2500 trattamenti riabilitativi all’anno, una parte dei quali viene effettuato nella sede dell’Unione Italiana ciechi e ipovedenti.
Una realtà che unisce assistenza, competenze specialistiche, formazione e ricerca e che rappresenta un patrimonio importante non soltanto per Pisa, ma per l’intero sistema regionale della riabilitazione visiva.
La presenza a Pisa di un centro regionale dedicato alla riabilitazione visiva all’interno di una struttura universitaria e ospedaliera di alta specializzazione rappresenta un elemento qualificante della città e della sua tradizione sanitaria e universitaria.
La sfida è quella di costruire un percorso sempre più integrato: prevenire quando è possibile, curare quando necessario, riabilitare quando la vista è compromessa.
La Toscana, Pisa e la sfida globale: la conferenza è stata anche l’occasione per richiamare l’impegno della Toscana nella lotta alla cecità evitabile nei Paesi più poveri, attraverso progetti di cooperazione sanitaria internazionale, anche in collaborazione con l’Oms-Organizzazione mondiale della sanità.
Tra questi, il progetto realizzato nel Nord del Kenya, in una delle aree più fragili del Paese, coordinato da Iapb Toscana.
Un impegno che collega Pisa e la Toscana alle grandi sfide internazionali della salute visiva: dalla prevenzione delle malattie oculari alla cura, dalla riabilitazione alla lotta alle disuguaglianze nell’accesso ai servizi sanitari.
La vista è preziosa. La prevenzione può proteggerla. La riabilitazione può aiutare a non arrendersi alla sua perdita.
La Giornata mondiale della vista arriva così a Pisa con un messaggio chiaro: prendersi cura della vista significa prendersi cura delle persone, della loro autonomia e della loro libertà.
E Pisa, con la sua tradizione universitaria, sanitaria e scientifica e con il suo Centro regionale di riabilitazione visiva, vuole essere parte di questa sfida.
Campus dei medici in formazione in Chirurgia vascolare: in Aoup in 34 da tutte le scuole italiane
Sono stati 34 i medici in formazione specialistica, provenienti da tutte le scuole di specializzazione in chirurgia vascolare italiane, che hanno partecipato alla XIII edizione del Campus dedicato ai medici in formazione specialistica in chirurgia vascolare che si è tenuto recentemente all’Ospedale di Cisanello.
L’iniziativa è stata organizzata da Raffaella Nice Berchiolli, professoressa associata di Chirurgia vascolare all’Università di Pisa – dove dirige la relativa Scuola di specializzazione – e direttrice anche dell’Unità operativa di Chirurgia vascolare in Aoup insieme a Nicola Troisi, professore associato in Unipi nella stessa disciplina e in servizio nella medesima struttura, con la collaborazione dei medici di tutto il reparto. La partecipazione di tutte le scuole italiane ha conferito al Campus una dimensione nazionale e offerto ai giovani medici un’occasione per condividere esperienze, confrontare percorsi formativi e costruire relazioni professionali.
Giunto alla tredicesima edizione, il Campus ha proposto un programma con integrazione di un confronto clinico, attività di simulazione e riflessione sulle responsabilità della professione. Al centro, la partecipazione attiva degli specializzandi e il dialogo con i colleghi più esperti, per collegare le conoscenze teoriche alle scelte della pratica quotidiana.
Novità di questa edizione è stato lo spazio dedicato alla leadership in sanità, con una lettura di Domenico Bodega, professore ordinario di Organizzazione aziendale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, e l’intervento di Angelo Gemignani, professore ordinario in Neuropsicologia e Neuroscienze cognitive e presidente della Scuola interdipartimentale di Medicina dell’Università di Pisa.
“L’apertura a questi temi – spiega la professoressa Berchiolli – amplia la prospettiva della formazione specialistica: accanto alle competenze cliniche e tecniche, il percorso dei futuri chirurghi richiede capacità di assumere responsabilità, comunicare e lavorare in équipe. Il contributo di discipline diverse ha offerto così uno spazio di riflessione sulle relazioni professionali, sulla valorizzazione delle competenze e sulla condivisione degli obiettivi di cura. Durante il Campus si sono svolte sessioni dedicate alla presentazione di casi clinici da parte dei giovani medici in formazione, con assegnazione di premio al miglior lavoro. Un’opportunità per discutere i percorsi diagnostici e terapeutici, motivare le proprie scelte e confrontarsi con differenti esperienze cliniche, sviluppando capacità di analisi e di comunicazione scientifica. Alla discussione dei casi si è affiancata una sessione di simulazione sull’utilizzo dei dispositivi endovascolari, che ha consentito agli specializzandi di familiarizzare con strumenti e procedure in un contesto formativo guidato, avvicinando l’apprendimento teorico alla pratica. La collaborazione dei medici dell’intero reparto alla realizzazione del Campus e la presenza di docenti di alto profilo di altre sedi, sia universitarie sia ospedaliere, testimonia il valore attribuito alla formazione come impegno comune. Trasmettere esperienza – conclude Berchiolli – significa anche accompagnare i giovani colleghi nello sviluppo dell’autonomia e del giudizio clinico, mantenendo al centro l’attenzione alla persona assistita”.
Artrosi di caviglia: in Aoup la chirurgia personalizzata con protesi in 3D
In Aoup, nella Sezione dipartimentale Ortopedia – Chirurgia del piede e della caviglia diretta da Giuseppe Restuccia, si effettua con successo l’impianto della protesi di caviglia personalizzata in 3D (Infinity) utilizzando un sistema avanzato (Prophecy). L’Aoup è al vertice in Toscana per numero di impianti realizzati avendo adottato per primi questa tecnologia.
Si tratta di un’evoluzione significativa della chirurgia protesica della caviglia in quanto la pianificazione tridimensionale personalizzata dell’impianto consente di procedere nella massima precisione. Il sistema Prophecy utilizza infatti una TC preoperatoria per ricostruire tridimensionalmente l’anatomia della caviglia del singolo paziente. In questo modo vengono realizzate guide di taglio personalizzate, progettate sulla sua specifica forma e struttura e il chirurgo può arrivare all’intervento avendo già definito, attraverso la pianificazione digitale, i principali parametri dell’impianto: dall’orientamento dei tagli ossei alla posizione e all’allineamento delle componenti protesiche.
American College of surgeons: Lorenzo Andreani primo ortopedico italiano. Nuovo ingresso anche per Rosario Bellini e Silvia Strambi
Tre nuovi ingressi di chirurghi dell’Aoup nell’ACS-American College of surgeons nel ruolo di Fellows, nel corso del recente congresso della società scientifica tenuto negli Stati Uniti a Washington D.C. Si tratta di Lorenzo Andreani, chirurgo ortopedico dell’Aoup responsabile del Percorso diagnostico-terapeutico assistenziale Sarcomi dei tessuti molli e sarcomi dell’osso – che risulta il primo ortopedico italiano a rivestire questo ruolo -; di Rosario Bellini, chirurgo generale direttore dell’Unità operativa di Chirurgia bariatrica e di Silvia Strambi, chirurgo generale in servizio nella Chirurgia generale e d’urgenza dell’Aoup.
L’Aoup vanta diversi chirurghi che, negli anni, hanno fatto o fanno parte dell’ACS. Fra questi, attualmente vi figurano come FACS Dario Tartaglia, Emanuele Cigna, Matteo Ghilli, Nicola Montemurro, Simone Guadagni e Luca Morelli che, dal 2021 è anche membro dell’Accademia dei maestri di chirurgia (MAMSE-Member of Academy of Master Surgeon Educators).
Malattia, cambia il certificato. Petacchi (Inas Cisl): “Ora può coprire anche il giorno prima della visita”

Una giornata di malattia non rischierà più di rimanere “scoperta” soltanto perché il medico non è riuscito a visitare il lavoratore nello stesso giorno. Con la Circolare n. 92 del 4 settembre 2026, l’INPS introduce una novità importante nella certificazione della malattia: anche in caso di visita ambulatoriale il medico può indicare come inizio della malattia il giorno precedente, entro il limite massimo di 24 ore.
Una possibilità che in precedenza era riconosciuta soltanto in caso di visita domiciliare. Le nuove disposizioni equiparano quindi, sotto questo aspetto, la visita nello studio del medico a quella effettuata a domicilio.
Ma come funziona concretamente? E cosa deve fare il lavoratore per non rischiare di perdere la copertura del primo giorno di assenza? Ne abbiamo parlato con Tommaso Petacchi (nella foto), responsabile INAS CISL.
Qual è la principale novità introdotta dall’INPS? “La novità riguarda la possibilità di riconoscere la malattia a partire dal giorno precedente rispetto a quello in cui viene effettuata la visita medica. Prima questa possibilità era prevista esclusivamente in caso di visita domiciliare. Adesso viene estesa anche alla visita effettuata in ambulatorio”.
Facciamo un esempio concreto: se un lavoratore sta male oggi ma il medico può visitarlo soltanto domani, cosa succede? “Il certificato rilasciato domani potrà indicare come decorrenza della malattia anche la giornata di oggi. In questo modo il lavoratore può avere riconosciuto anche il primo giorno di assenza, pur essendo stato visitato il giorno successivo”.
È una retrodatazione automatica? “No. È necessario che nel certificato venga indicata espressamente la data di inizio della malattia. Il medico deve compilare l’apposito campo “Dichiara di essere ammalato dal…”, riportando la data del giorno precedente”.
Quanto si può retrodatare il certificato? “Il limite resta molto preciso: si può tornare indietro di un solo giorno. La retrodatazione, quindi, non può superare le 24 ore rispetto alla data in cui viene effettuata la visita e rilasciato il certificato”.
La regola vale anche se il giorno precedente è un sabato, una domenica o un festivo? “No. Questa è un’eccezione importante da conoscere. Se il giorno precedente coincide con il sabato, la domenica o con una festività infrasettimanale, questa possibilità non si applica. In quelle giornate il lavoratore deve rivolgersi al servizio di continuità assistenziale, quella che comunemente viene ancora chiamata guardia medica”.
Marco Romanelli al congresso mondiale in Malesia insignito della medaglia del Silver Jubilee

Marco Romanelli, professore ordinario di Dermatologia all’Università di Pisa e direttore dell’omonima Unità operativa in Aoup è fra i sette presidenti della World Union of Wound Healing Societies (WUWHS) insigniti della medaglia commemorativa del Silver Jubilee nel corso del VII Congresso mondiale appena conclusosi a Kuala Lumpur, in Malesia, che ha riunito i massimi esperti internazionali sulla cura delle ferite provenienti da tutti i Paesi. Romanelli ha guidato la WUWHS dal 2016 al 2022.
Francesco Acerbi eletto nel consiglio direttivo della Società italiana di Neurochirurgia
Francesco Acerbi, professore ordinario di Neurochirurgia e direttore della Scuola di specializzazione in Neurochirurgia dell’Università di Pisa, nonché direttore dell’Unità operativa di Neurochirurgia dell’Azienda ospedaliero-universitaria pisana, è stato eletto consigliere del direttivo della SINCH-Società italiana di Neurochirurgia.
L’elezione è avvenuta in occasione del recente congresso nazionale svoltosi a Catania, appuntamento che riunisce la comunità neurochirurgica italiana e rappresenta un importante momento di confronto scientifico, clinico e professionale per la disciplina. La Società Italiana di Neurochirurgia rappresenta il principale riferimento scientifico e professionale nazionale per gli specialisti della disciplina e promuove il progresso delle conoscenze neurochirurgiche, l’aggiornamento professionale, la ricerca scientifica e il confronto sui modelli organizzativi e assistenziali.
Otologia e Neuro-otologia: a Pisa il congresso nazionale
Dall’8 al 10 ottobre si tiene a Pisa all’Hotel Galilei (inizio alle 8.30) il VII congresso nazionale dell’Aiono-Accademia italiana di Otologia e Neuro-otologia di cui è presidente Stefano Berrettini, professore ordinario di Otorinolaringoiatria all’Università di Pisa e direttore dell’Unità operativa di Otorinolaringoiatria, audiologia e foniatria dell’Aoup, dedicato al tema delle controversie in Otologia e Otoneurologia.
Il programma scientifico si sviluppa attraverso corsi di istruzione e tavole rotonde dando spazio ad un’ampia discussione anche con la presentazione di casi clinici.
Nelle varie sale si affrontano argomenti monotematici come gli impianti cocleari, le principali patologie del basicranio laterale, in particolare il trattamento del neurinoma dell’acustico nei suoi differenti aspetti, la diagnosi e il trattamento chirurgico dell’otosclerosi, la miringoplastica, il trattamento del colesteatoma, i più recenti trattamenti con protesi impiantabili, la gestione delle urgenze audio-otologiche e molto altro. Un’intera sessione del congresso “Aiono giovani” è stata riservata ai giovani specialisti e specializzandi, con anche il miglior caso clinico e il miglior monotema presentati nella sessione, che saranno premiati al termine delle sedute scientifiche.
Altra sessione del congresso è dedicata all’otoneurologia, con un corso specifico, prendendo in esame quelle patologie vestibolari suscettibili anche di trattamento chirurgico. Spazio anche alle comunicazioni libere, presentate prevalentemente da giovani, con un primo e secondo premio alle migliori.
Il congresso è inoltre dedicato all’innovazione, con le più recenti novità in ambito tecnologico, diagnostico, chirurgico e farmacologico.
A Pisa in Aoup sostituita valvola a cuore battente senza aprire il torace
A Pisa in Aoup è stato effettuato con successo un intervento cardiochirurgico innovativo per la sostituzione di una bioprotesi valvolare mitralica degenerata in un paziente di 70 anni, ritenuto ad altissimo rischio operatorio.
La tecnica, presentata e pubblicata su riviste scientifiche di settore – https://www.jacc.org/doi/10.
Accolti in Aoup i nuovi giovani volontari del servizio civile universale
Sono stati accolti in Aoup da Enrico Volpe – direttore amministrativo – e Alberto Porcaro – direttore dell’unità operativa Servizi tecnico amministrativi ai Dipartimenti – i giovani volontari del Servizio civile universale che entreranno in servizio alla fine di ottobre.
Saranno protagonisti, dopo un mese di formazione, del progetto “La cura comincia dall’accoglienza”. Per cinque ore al giorno, dal lunedì al venerdì, saranno presenti nei punti accoglienza più frequentati, dove aiuteranno chiunque necessiti di un supporto per orientarsi all’interno dell’ospedale e avere informazioni. La loro presenza sarà anche un sostegno per tutti gli operatori sanitari, che vedranno il loro lavoro supportato da una gestione più efficace delle fasi di accoglienza e orientamento.
I giovani volontari si occuperanno poi attivamente di educazione sanitaria, distribuendo materiale informativo su corretta alimentazione, attività fisica, gestione dello stress, rischi del fumo e dell’alcol e saranno di supporto alle campagne di prevenzione promosse dall’Aoup.
A Pisa il congresso nazionale della Società italiana dell’Ipertensione arteriosa
Dal 9 all’11 ottobre si terrà a Pisa (Palazzo della Sapienza e Polo Carmignani) il 43° congresso nazionale della Società italiana dell’Ipertensione arteriosa, presieduto dal Agostino Virdis – direttore dell’unità operativa Geriatria dell’Azienda ospedaliero-universitaria pisana e professore ordinario di Medicina interna all’Università di Pisa – che tiene a sottolineare come sia “personalmente orgoglioso e felice di aver riportato a Pisa il Congresso nazionale dopo oltre trent’anni da quando lo organizzò il mio Maestro professor Antonio Salvetti”.
Anche quest’anno, nel corso dei tre giorni congressuali, il programma darà spazio a simposi, letture e tavole rotonde nelle quali si affronteranno tematiche di grande interesse nel panorama scientifico delle malattie cardiovascolari, delle quali l’ipertensione arteriosa rappresenta il principale fattore di rischio. Quest’anno terrà una lettura magistrale John Deanfield (foto), professore dell’University College di Londra.
Il congresso sarà preceduto da corsi professionalizzanti che affronteranno tematiche di interesse clinico nel campo dell’ipertensione arteriosa e delle sue complicanze. Al termine dei lavori saranno premiati i vincitori di borse nazionali e internazionali erogate dalla Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa.
Ulteriori informazioni sul sito web www.siia.it