Piazza della Pera: “Sì alla movida, no alla mala movida”

Autore: Antonio Scuglia

Data: 01/08/2026

casson 2

Pisa, 1 agosto 2026. Da piazza simbolo della vita cittadina a epicentro della movida notturna. Piazza della Pera, nel cuore di Pisa, continua a dividere residenti e frequentatori tra socialità, commercio e crescenti problemi di convivenza urbana.

Piazza Gambacorti, conosciuta da tutti come Piazza della Pera, deve il suo soprannome al celebre cippo etrusco a forma di pera che per anni ne ha caratterizzato l’identità. Situata nel cuore del centro storico di Pisa, la piazza custodisce una storia secolare che affonda le proprie radici nel Medioevo. Nel 2004 sono stati rinvenuti i resti della chiesa di San Lorenzo in Chinzica, edificio religioso risalente al XII secolo, più volte danneggiato da incendi e dalle esondazioni dell’Arno. Dopo la sconsacrazione del 1748, la struttura fu destinata a usi civili fino alla demolizione avvenuta nel 1932, quando nacque la piazza così come la conosciamo oggi. Per decenni, dagli anni Trenta fino agli anni Ottanta, l’area ospitò il mercato ortofrutticolo cittadino, rappresentando un punto di incontro e di aggregazione per intere generazioni di pisani. Anche la storia recente porta con sé ferite profonde. Il 27 dicembre 1981 una violenta esplosione causata da una fuga di gas distrusse un palazzo della piazza, segnando l’inizio di un periodo difficile per il quartiere.

 

  E oggi? Durante il giorno Piazza della Pera continua a mantenere la sua vocazione popolare e familiare. Tra le sue panchine e i tavolini dei locali si incontrano mamme, nonni, bambini, anziani, turisti e residenti. I ristoranti e le attività presenti animano le ore del pranzo, mentre nel pomeriggio la piazza si riempie delle voci dei bambini che giocano dopo la scuola.

  Con l’arrivo della sera il volto della piazza cambia completamente. Da metà pomeriggio, gli esercizi dedicati principalmente ad aperitivi e somministrazione di alcolici attirano centinaia di persone, trasformando progressivamente lo spazio pubblico in un’enorme area di consumo all’aperto. “Studenti e giovani – spiegano i residenti – occupano ogni angolo disponibile, seduti a terra o in piedi con bicchieri e bottiglie in mano. Nel giro di poche ore la piazza scompare letteralmente dietro una massa di persone che rende difficile persino il passaggio di chi è diretto verso la propria abitazione. E quello che dovrebbe essere un momento di socialità si trasforma spesso in un fenomeno di mala movida. Il brusio iniziale lascia spazio a schiamazzi, urla, cori, musica proveniente dai locali e gruppi che stazionano fino a notte fonda. Il livello del rumore cresce costantemente fino a costringere molti di noi a chiudere porte e finestre anche durante le serate più calde dell’estate”.

Secondo chi vive nella zona, dunque, “il problema non è rappresentato dalla presenza di giovani o dall’attività dei locali, ma dall’assenza di limiti e controlli efficaci. Le ore notturne diventano spesso un prolungamento incontrollato dell’aperitivo. Fino alle due o alle tre del mattino la piazza continua a essere teatro di canti, urla e comportamenti che compromettono il diritto al riposo di famiglie, lavoratori e studenti”.

Negli anni, alle criticità legate alla movida si era aggiunta anche la presenza dei cassonetti per la raccolta del vetro. Lo svuotamento continuo di bottiglie produceva rumori particolarmente intensi, mentre i liquidi residui generavano cattivi odori, soprattutto nei mesi estivi. La rimozione dei cassonetti del vetro, avvenuta il 27 luglio scorso, è stata accolta con soddisfazione dai residenti come un primo segnale di attenzione verso la vivibilità della piazza. Un intervento che ha contribuito a migliorare il decoro e a ridurre una delle fonti di disagio quotidiano.

Resta però aperta la questione principale: il futuro di Piazza della Pera e la necessità di trovare un equilibrio tra il diritto al divertimento e quello al riposo. Per molti abitanti del quartiere, il vero problema non è la movida, ma la “mala movida”, quella che trasforma uno dei luoghi più belli e storici di Pisa in uno spazio dove, nelle ore serali, il rispetto delle regole e della convivenza civile sembra spesso passare in secondo piano.