Pisa, regalone al Padova: all’Arena finisce 0-1

Autore: redazione

Data: 23/08/2026

pi pd 0 1 gemini

PISA (4-3-3): Confente; Zanon (41′ st Calabresi), Caracciolo (1′ st Bozhinov), Canestrelli, Leris; Loyola (29′ st Ferrah), Leone, Vural (16′ st Correia); Marras, Petagna, Tramoni (16′ st Rao). A disp.: Semper, Primasso, Buffon, Esteves, Mbambi, Piccinini, Denoon. All.: Bianco.
PADOVA (3-5-2): Sorrentino; Dellavalle, Sgarbi (32′ st Silletti), Pastina; Carissoni, Fusi, Zuelli, Pompetti (25′ st Seghetti), Zanimacchia (16′ st Cocchi); Caprari (25′ st Giunti), Bortolussi (1′ st Lasagna). A disp.: Mouquet, Varas, Moro, Capelli, Di Mariano, Faedo, Marcolini. All.: Calabro.
Arbitro: Perri di Roma.
Rete: 18′ st Fusi.
Ammoniti: Vural, Giunti, Dellavalle, Calabro (all.).
Note: Rec. 1+5, paganti + abbonati 9.122.

Pisa, 23 agosto 2026. Una prima giornata clamorosa in serie B: vince la favorita Palermo (1-0 sulla Juve Stabia, rete di Johnsen dopo 4 minuti), ma le tre squadre retrocesse dalla serie A sono tutte sconfitte (mentre vincono tre neopromosse su quattro) e con loro anche il Catanzaro, che la serie A l’ha sfiorata nella finale di maggio. Dunque, l’elenco delle big che partono col piede sbagliato comprende il Pisa, che davanti a oltre 9mila propri tifosi (neanche una decina quelli ospiti, per l’ennesimo divieto di trasferta che colpisce indiscriminatamente buoni e cattivi) regala i tre punti al Padova di Antonio Calabro.

“Regala” non è un modo di dire: la rete della vittoria biancoscudata è arrivata, al 18’ st, grazie a un pallone che il portiere del Pisa Confente ha passato al capitano avversario Fusi, appena fuori area, in una delle tante costruzioni dal basso che ormai sono il pane quotidiano di quasi tutte le squadre, anche quelle che non se lo potrebbero permettere perché basta un difensore (o il portiere) meno bravo con i piedi per fare la frittata. Oltretutto Calabro aveva già detto in modo chiaro, nella conferenza stampa della vigilia, che i suoi avrebbero giocato altissimi per sfruttare i rischi del il Pisa si sarebbe preso.

Peccato perché, dopo un primo tempo promettente anche se povero di grossi spunti, il Pisa aveva sfiorato per due volte il gol: al 7’ st, quando Petagna aveva tirato addosso a un difensore a due passi dalla porta veneta su assist di Zanon, e al 12’, quando Tramoni si era inventato un numero dei suoi ubriacando due difensori e tirando appena fuori dopo essere entrato in area. A dire il vero, anche gli avversari si erano resi pericolosi con un colpo di testa di Lasagna che aveva scheggiato l’incrocio dei pali.

Nel finale il Pisa ha provato l’assalto anche cambiando modulo (dal 4-3-3 al 4-2-3-1 aggiungendo l’attaccante Ferrah al posto del centrocampista Loyola), ma il risultato non è cambiato, anche perché non si è giocato granché da squadra. E alla fine il risultato non è bugiardo, perché il Padova si è giocato benissimo le sue carte.

Cosa salvare della prestazione di oggi? Poco. Bianco ha azzardato subito titolari il portiere e il centravanti Petagna che di fatto sono risultati corpi estranei essendo appena arrivati, perché Semper avrebbe la testa al mercato (comunque è andato in panchina) e in attacco Moreo è infortunato e Meister sarebbe a sua volta fra i partenti. Ma uno sforzino magari potevano farlo tutti e due, prima di salutare. Tramoni ha fatto vedere qualche bello spunto e se ritrova fiducia nei suoi mezzi è un lusso per la categoria. I difensori hanno fatto il loro dovere. Ma dal centrocampo in su, Tramoni a parte, è difficile trovare qualcuno che si sia avvicinato alla sufficienza, sia fra titolari che fra i subentrati: con un po’ di generosità possiamo “salvare” Vural (ma un centrocampo con lui, Leone e Loyola appare troppo leggero), e gli innesti di Ferrah e Correia un po’ di vivacità l’hanno data.

Pazienza: il (pessimo) giudizio su Pisa-Padova riguarda la singola partita ma non tocca le potenzialità della rosa, se saprà ripartire con umiltà. Anche perché i valori dei singoli non sono quelli visti stasera e alcuni di loro, come Confente (speriamo) e Petagna devono solo scrollarsi la ruggine dalle armature e conoscere bene i compagni. “E’ quando si va male – ha detto Paolo Bianco nel dopogara – che si vede il vero valore della squadra”. Sottoscriviamo. Domenica prossima alle 21 l’occasione per il riscatto, con Pisa-Catanzaro all’Arena.

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