Sant’Anna, aperte le iscrizioni al Master di II Livello in Medicina subacquea e iperbarica

Autore: Antonio Scuglia

Data: 31/07/2026

Unipi, un progetto per trasformare i terreni salini in risorsa

Pisa, 31 luglio. 2026. Ogni immersione, ogni intervento in ambiente iperbarico, ogni attività nelle infrastrutture sommerse o nei cantieri in pressione pone il corpo umano di fronte a condizioni fisiologiche uniche. Comprendere come l’organismo risponde a questi ambienti significa sviluppare nuove conoscenze, migliorare la prevenzione, fornire strumenti per salvare vite umane e offrire un’assistenza sanitaria sempre più efficace.
È questa la missione del Master Universitario di II Livello in Medicina Subacquea e Iperbarica”Piergiorgio Data”, promosso dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa in collaborazione con l’Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) di Pisa: un’esperienza formativa biennale, giunta all’undicesima edizione, che ha l’obiettivo di formare e preparare medici nei settori della medicina subacquea, dell’ossigenoterapia iperbarica, della medicina del lavoro negli ambienti estremi e della ricerca traslazionale.
La scadenza per presentare domanda è fissata al 12 gennaio 2027. Tutte le informazioni sul Master e su come presentare la candidatura si trovano su:
https://www.santannapisa.it/it/medicina-subacquea-e-iperbarica-piergiorgio-data

“Dal 2005 il Master “Piergiorgio Data” coniuga alta formazione e innovazione, alla Scuola Superiore Sant’Anna e all’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR, dove la ricerca interdisciplinare è di casa. L’undicesima edizione guarda già al futuro: medicina di precisione, one health, intelligenza artificiale, digital biomarkers e human-technology interaction. Vogliamo formare professionisti capaci di affrontare il presente e contribuire a costruire la medicina subacquea e iperbarica di domani” dichiara Vincenzo Lionetti, Direttore del Master e professore associato presso il Centro di Ricerca Health Science della Scuola Sant’Anna.

A chi è rivolto il Master
Possono presentare domanda coloro che siano laureati in Medicina e Chirurgia, e le laureande e i laureandi in Medicina purché abbiano concluso tutti gli esami prima dell’inizio del Master e che prevedano di laurearsi entro il 31 gennaio 2027.

Un approccio interdisciplinare basato sulla centralità della ricerca scientifica
La medicina subacquea e iperbarica è una disciplina che integra medicina, fisiologia, fisica, bioingegneria, tecnologie biomediche, medicina del lavoro e organizzazione sanitaria. In questo scenario, la ricerca scientifica costituisce uno degli elementi distintivi del Master. Gli allievi e le allieve partecipano ad attività sperimentali e traslazionali, sviluppando competenze nella progettazione della ricerca, nella valutazione critica delle evidenze scientifiche e nell’impiego di tecnologie innovative applicate alla Medicina Subacquea e Iperbarica. L’interazione continua con ricercatori, clinici e professionisti provenienti da università, enti di ricerca e organizzazioni internazionali favorisce un ambiente formativo dinamico e orientato all’innovazione.

Le certificazioni nazionali e internazionali
Il Master “Piergiorgio Data” è stato il primo programma universitario italiano a rilasciare le certificazioni europee in Medicina Subacquea e Iperbarica ed è oggi l’unico in Italia certificato dal Diving Medical Advisory Committee (DMAC) e dall’European Diving Technology Committee (EDTCmed) per il rilascio delle certificazioni internazionali Medical Examiner of Divers (Level 1D) e Diving Medical Physician (Level 2D).
Il percorso consente inoltre di acquisire le competenze previste per il conseguimento della certificazione europea Hyperbaric Medicine Physician (Level 2H) rilasciata dall’European College of Baromedicine, il più elevato livello europeo di qualificazione nella disciplina.
La Scuola Superiore Sant’Anna ospita inoltre l’International Diving Medical Expert Board, confermando il proprio ruolo nello sviluppo degli standard internazionali della Medicina Subacquea e Iperbarica.

L’Università di Pisa guida il primo progetto internazionale sulla Salicornia per trasformare i terreni salini in risorsa

gruppo ricerca unipi ok

Si chiama SAGA, l’obiettivo è studiare il patrimonio genetico della Salicornia per sviluppare un’agricoltura più sostenibile e resiliente ai cambiamenti climatici, la collaborazione scientifica che coinvolge le due sponde del Mediterraneo
L’Università di Pisa coordina il primo progetto internazionale dedicato allo studio della Salicornia, una pianta capace di crescere in terreni salini e degradati che potrebbe contribuire ad affrontare una delle principali sfide dell’agricoltura mediterranea alla luce dei cambiamenti climatici.


Il progetto Salicornia genotyping for sustainable soil and farming: from genes to agroecology fa parte del programma europeo PRIMA (Partnership for Research and Innovation in the Mediterranean Area) finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca. I lavori appena partiti e coordinati dall’Ateneo pisano dureranno tre anni e riuniscono un consorzio che comprende l’Università dell’Algarve (Portogallo), l’Università di Ankara (Turchia) e l’Università di Tunis El Manar (Tunisia).
L’obiettivo è valorizzare il potenziale della Salicornia, studiandone la biodiversità genetica per individuare le varietà più adatte a migliorare la salute del suolo, aumentare la resilienza degli ecosistemi agricoli e offrire nuove opportunità produttive nelle aree più colpite dagli effetti del cambiamento climatico.


“Con l’aumento della siccità e della salinizzazione dei terreni, trovare colture capaci di crescere dove oggi è difficile coltivare è una sfida cruciale per il futuro dell’agricoltura – spiega Alberto Vangelisti, coordinatore del progetto e ricercatore del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali dell’Università di Pisa – La Salicornia, già apprezzata come alimento e per le sue proprietà benefiche per la salute, può offrire nuove opportunità di mercato ai piccoli e medi agricoltori”.
Per la prima volta SAGA analizzerà in modo sistematico il patrimonio genetico e le caratteristiche delle diverse popolazioni mediterranee di Salicornia. L’Università di Pisa, oltre a coordinare l’intero progetto, guiderà le attività di genomica e bioinformatica, dal sequenziamento del DNA con tecnologie avanzate fino agli studi per mettere in relazione patrimonio genetico e caratteristiche della pianta per individuare le specie più promettenti.

Dal secondo anno prenderanno il via anche le sperimentazioni in campo nei quattro Paesi partner, dove saranno testate le varietà selezionate per valutarne gli effetti sulla produttività agricola, sulla salute del suolo e sulla biodiversità microbica. Un elemento distintivo del progetto sarà inoltre il coinvolgimento diretto di agricoltori, tecnici e decisori politici attraverso i Living Labs, nei quali le soluzioni verranno progettate e sperimentate insieme ai futuri utilizzatori.
“Con SAGA vogliamo colmare una lacuna scientifica importante, perché la Salicornia, nonostante il suo enorme potenziale per un’agricoltura sostenibile, non è mai stata studiata in modo sistematico dal punto di vista genetico – conclude Alberto Vangelisti – L’obiettivo è trasformare questa conoscenza in strumenti concreti per selezionare le varietà più adatte attraverso una collaborazione scientifica che coinvolge le due sponde del Mediterraneo”.

Per l’Università di Pisa, SAGA è portato avanti da un gruppo multidisciplinare del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali, coordinato da Alberto Vangelisti e formato da Alberto Pardossi, Antonella Castagna, Francesca Galli, Tommaso Giordani, Susanna Pecchia, Tiziana Lombardi, Tarek Allali, Irene Ventura, Marco Santin, Gabriele Usai e Samuel Simoni, con competenze che spaziano dalla genetica all’orticoltura, dalla botanica alla fitopatologia, fino all’economia agraria.


Nella foto: Il gruppo di ricerca UNIPI che parteciperà al progetto SAGA, foto scattata durante il kick-off meeting del progetto. In basso da sinistra: Dr. Tarek Allali, Prof.ssa Francesca Galli, Dr.ssa Susanna Pecchia, Prof. Tommaso Giordani, Dr. Alberto Vangelisti, Prof. Alberto Pardossi, Dr.ssa Irene Ventura. In alto da sinistra: Dr.ssa Sara Devali, Dr. Marco Castellacci, Dr. Marco Santin, Dr. Gabriele Usai, Dr. Samuel Simoni, Prof.ssa: Antonella Castagna, Dr. Ugo Rogo, Dr.ssa Valentina Colombo, Prof. Andrea Cavallini.