Diritti in Comune scrive sulla vicenda del contributo all’affitto.
Ecco il comunicato.
“Contributo all’affitto: quando le scelte politiche e la burocrazia diventano il nemico. Diritti in comune chiede spostamento del termine e discussione partecipata per il futuro.
È uscito il bando sul contributo all’affitto. Il comune lo ha fatto uscire adesso.
Scadenza al 4 settembre.
Una scelta che denota tutta la non curanza dell’amministrazione verso le persone che di questo contributo hanno bisogno come il pane e che però , magari, possono avere difficoltà nella compilazione e nella presentazione.
Quale mese migliore se non agosto? Dove associazioni, sindacati, professionisti in grado di dare una mano magari non sono aperti, come è normale che sia dato il periodo?
A volte mi chiedo che cosa spinga chi governa a scelte così insensate.
No davvero. Ma come si fa?
Per questo oggi abbiamo inviato una lettera al Sindaco e all’Assessora Bonanno chiedendo formalmente lo spostamento di questo termine.
Allo stesso modo abbiamo presentato un argomento in commissione. Vogliamo avviare un dialogo su questo insieme ai sindacati e alle associazioni degli inquilini. Proviamo a suggerire percorsi migliori. Usare bene questo contributo oggi significa spesso evitare uno sfratto doloroso domani”.
Diritti in Comune scrive su TARI e governance della gestione dei rifiuti: “L’ipocrisia della Destra e la spartizione di cariche bipartisan”.
Ecco il comunicato.
“Lo scorso lunedì abbiamo affrontato in Quarta Commissione Consiliare Permanente, grazie ad un argomento presentato dal nostro gruppo consiliare, la questione relativa alla notizia del ricorso presentato dal Comune di Pisa contro la nomina di Braccini (ex sindaco di Bientina per 15 anni come esponente dell’Ulivo, negli ultimi cinque anni capo di Gabinetto del primo cittadino di Cascina, Michelangelo Betti, vicepresidente di Toscana Energia e presidente di Toscana Energia Green: insomma un rappresentante del sistema delle porte girevole che da anni denunciamo) come nuovo presidente di Geofor SPA, di cui lo stesso Comune di Pisa è socio, per capire le reali intenzioni dell’amministrazione relativamente a questa azione e alla richiesta di una Due Diligence sulla suddetta società oltre che sulla società capogruppo Retiambiente.
Grazie a questa nostra iniziativa è emerso, anche dalla relazione della avvocatura civica, che il Comune ha presentato un ricorso cautelare verso la nomina di Braccini contestando la validità della stessa a partire da una interpretazione opposta rispetto ai voti necessari rispetto a quella data dai Comuni governati dal centrosinistra, soci di Geofor. Dal canto suo Conti e la destra puntavano, invece, alla presidenza con la candidatura della vicepresidente uscente di Geofor, e poi riconfermata, l’avv. Giulia Palagini: figura di fiducia della Destra locale e già indicata in molti altri incarichi nelle società pubbliche dallo stesso Conti. Si tratta ora di attendere gli esiti di questo ricorso e sarebbe molto grave se le amministrazioni di centrosinistra avessero in questa logica spartitoria addirittura forzato le regole per nominare Braccini.
Ma per noi il problema è alla base e sta nei meccanismi di lottizzazione, a volte bipartisan a volte che portano a bracci di ferro come questi, per la spartizione delle cariche delle società pubbliche: una dinamica inaccettabile. Per questo nelle scorse settimane, prima che lo stesso Comune di Pisa facesse il ricorso, abbiamo detto con chiarezza che l’unico atto a tutela dell’interesse pubblico fosse l’azzeramento di questo percorso e la revoca della nomina di Braccini, avviando una selezione pubblica definendo criteri, requisiti, curriculum, eventuali incompatibilità, obiettivi assegnati, compensi, risultati attesi, andamento dei costi, qualità del servizio, condizioni del personale, appalti, subappalti e rapporti con l’intero sistema RetiAmbiente.
Questa vicenda è tanto più rilevante alla luce della discussione nella giornata di oggi, giovedì 23 luglio, sulla delibera relativa alla TARI, visto che Pisa è la città che ha il livello di questa tassa “più alta d’Italia”.
In vista dell’esame di questa proposta da Gennaio abbiamo chiesto che venissero sia i vertici di Geofor sia quelli di Retiambiente in commissione ad illustrare il piano economico finanziario e le motivazioni di un costo del servizio sempre in aumento, ma queste nostre richieste sono cadute nel vuoto. Inoltre quando si è esaminata la delibera nonostante le nostre insistenti domande non si è riusciti ad avere alcuna analisi articolata sulle cause, né tanto meno delle ipotesi sulle risposte che davvero possano incidere su quello che è un vero e proprio salasso per le tasche.
Il Sindaco Conti non può nascondersi dietro gli “errori di gestione” che portano a questi alti costi, visto che ha co-governato col centro sinistra le società contro cui punta il dito, chiedendo di essere lodato perché il Comune ha aumentato il recupero dell’evaso, ovvero ha fatto quanto prescrive la legge, evitando ulteriori aggravi per questo anno.
Negli scorsi giorni il sindaco Conti ha annunciato il suo ingresso in Fratelli d’Italia per il pragmatismo della Meloni. E’ proprio il suo governo ad avere, al pari di quelli precedenti, grandissime responsabilità su questi aumenti. E’ infatti inaccettabile che il Governo e il Parlamento continuino a confermare questa modalità di calcolo, gestione e redazione dei Piani economico-finanziari per la gestione dei rifiuti nei Comuni che sta portando ad aumenti generalizzati delle tariffe in tutti i Comuni con pesanti ripercussioni per gli stessi enti locali. Come diciamo da anni occorre che il Governo e al Parlamento procedano immediatamente ad una profonda ed urgente modifica legislativa del metodo di calcolo e di redazione dei Piani finanziari dei Comuni fin dal prossimo anno, da un lato restituendo ai Comuni potestà su questa materia e dall’altro rispondendo a veri criteri di giustizia fiscale per cui chi produce più rifiuti paga di più garantendo maggiori trasferimenti agli enti locali per azzerare gli aumenti delle tariffe per introdurre maggiori agevolazioni per le fasce più deboli della popolazione e i settori economici maggiormente colpiti dalla crisi”
Sulla TARI la risposta che la città di oggi e di domani merita è un’altra, a fronte di una gestione fallimentare della della destra come mostrano i dati dell’andamento della raccolta differenziata che è sostanzialmente fermo da anni ad una percentuale assolutamente insufficiente.
Quindi ben venga, certamente, una due diligence e cioè un’analisi approfondita sul funzionamento delle due società, noi lo abbiamo sempre sostenuto, ma non strumentalmente come la propone la destra in queste settimane. Ci troviamo di fronte ad una situazione di evidente ingiustizia fiscale, per di più senza alcuna trasparenza sui costi che effettivamente si pagano: come in molti altri settori della politica è necessario scontentare qualcuno per poter far vivere meglio le persone: occorre un cambio radicale di sistema che abbiamo anche indicato con 2 ordini del giorno, alcune azioni che devono essere fatte e che il comune può fare. Serve un vero e proprio piano cittadino per l’economia circolare che riduca la produzione di rifiuti alla fonte, il consumo di materiali, lo spreco di cibo e di acqua per attuare la strategia “rifiuti zero”. Solo una politica coordinata e mirata a livello cittadino, che coinvolga tutti i grandi produttori di rifiuti, che miri alla riduzione alla fonte dei rifiuti e che migliori e renda uniforme la gestione della raccolta differenziata può portare Pisa ad essere finalmente una città virtuosa.
Le questioni ambientali sono questioni serie, riguardano il nostro futuro e la sostenibilità dei nostri stili di vita e richiedono la capacità di gestire sistemi complessi. Ma ancor prima è una questione di scelte politiche: questa amministrazione, ormai l’abbiamo capito, ritiene l’emergenza ambientale una questione ideologica inventata dalla sinistra, ignorando la realtà. Peccato che poi i costi delle scelte sbagliate nella gestione della mobilità, del verde e dei rifiuti si scarichino sui cittadini e sulle cittadine con una riduzione della qualità della vita e un livello di tariffe senza precedenti”.